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PRIMARIE DELLE IDEE/ Rampelli: se il Pdl non ci sta, faremo un nuovo partito

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L’eccesso di burocrazia e di attenzione alle questione finanziarie, l’incapacità di risolvere i nodi cruciali della Bce, e i vari problemi di natura bancaria; è assente, inoltre, quell’unità politica in grado di tenere gli Stati membri coesi. In sostanza, il nostro “più Europa”, si riferisce all’Europa politica, della patrie e della cultura, e non a quella delle finanza, della burocrazia e dei divieti.

Sul fronte interno, invece, quali temi avete toccato?

Abbiamo fatto presente che solo una piccola quota dei 120-180 miliardi di evasione fiscale stimata sono imputabili al mondo delle piccole imprese; prevalentemente, infatti, è legata alla criminalità organizzata e alle grandi organizzazioni economiche, a partire dai grandi istituti di credito. Hanno evaso cinque miliardi di euro e ne hanno restituito, attraverso un patteggiamento, solamente uno. Rispetto al tema del lavoro, inoltre abbiamo proposto l’inserimento in Costituzione di un patto generazionale.

Ovvero?

Non può più accadere quanto avvenuto negli ultimi 70 anni, nei quali si è mantenuto un tenore sociale superiore alle disponibilità scaricandone l’onere sulle generazioni successive.

Le agenzie hanno dato un grande peso alla questione delle candidature impresentabili, da Scajola e Dell’Utri

Non è un novità. Da tempo abbiamo posto al centro del dibattito la questione morale. Non si tratta di delegare alla magistratura la compilazione delle liste del Pdl. Ci possono essere dei comportamenti che, seppur non penalmente rilevanti, sono incompatibili con lo statuto del partito. Certe persone dovrebbero essere accompagnate alla porta anche prima di ricevere l’avviso di garanzia.

Se il Pdl non risponderà alle vostre istanze, cosa accadrà?



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