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SCENARIO/ A Napolitano il "pallino", a Monti "l'agenda"

Pubblicazione:martedì 18 dicembre 2012

Giorgio Napolitano (InfoPhoto) Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

In effetti questo è il punto. E occorre vedere che tipo di aggregazione si creerà intorno a quel programma.
Si può pensare a un accorpamento, a una sorta di nascente rassemblement intorno alla figura e al programma di Monti
Credo che questo sia il tema della campagna elettorale. E' possibile che ci sia un agglomerato in formazione di forze trasversali. Si pensa in genere solo ai centristi, a i vari partiti di centro, che si sono più esposti nel sostegno a  Monti. Ma ci sono anche pezzi del Pdl e vari personaggi del Pd, che si fanno sentire.
Si possono fare delle stime, anche approssimative delle forze che si coalizzeranno intorno a questo programma?
Al momento è difficile fare una valutazione. Sembra di vedere un grande movimento, poi si faranno stime più precise, più credibili. Certo che una partita elettorale, dove in forza di un rassemblement intorno al programma di Monti, Silvio Berlusconi uscisse sconfitto nei confronti del professore, tutto il quadro politico italiano cambierebbe, soprattutto nella leadership dell'area moderata.
Ma si può dire che ci sia stato un contrasto tra il Presidente della Repubblica e Mario Monti?

Non credo. Ripeto il concetto che ho detto prima. Napolitano ha compreso, anche dopo il colloquio che ha avuto con Mario Monti, che siamo entrati in una nuova fase politica. Tutto qui.


(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
18/12/2012 - 3 punti per lo sviluppo (Carlo Cerofolini)

Un vero programma che voglia portare sviluppo non può prescindere da questi punti: 1) portare la pressione fiscale totale al 33% (ora siamo al 55% sulle persone fisiche e fino al 70% sulle imprese) e così automaticamente rilanciare l’economia, l’occupazione, abbattere l’evasione fiscale e aumentare pure le entrate dello Stato, come dimostra anche la curva di Laffer; 2) ridurre la spesa pubblica dal 50% (circa 800 miliardi annui) del Pil al 35%, perché quando questa supera il 42% si va in recessione, eliminando sprechi e inefficienze, senza per questo incidere sui servizi; 3) avere come stella polare la massima di Nicolas de Chamfort che dice: “Prima che generosi occorre essere giusti”.