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MONTI BIS/ Lanzillotta: ecco la nostra "agenda" ispirata al Prof.

Pubblicazione:mercoledì 19 dicembre 2012

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Se noi mettessimo in discussione la riforma delle pensioni e, quindi, la possibilità di ridurre la spesa previdenziale per finanziare un nuovo Welfare, o la stabilità del bilancio senza avere le risorse per sovvenzionare nuovi investimenti, o, ancora, le riforme meritocratiche capaci di attrarre energie produttive e creative nel nostro Paese, diventeremmo nuovamente un fattore di instabilità nei mercati finanziari europei creando drammatici problemi all'Italia e all'Europa. Il motivo per cui la comunità internazionale, compresi il Cancelliere Merkel e il presidente degli Stati Uniti, si interessano alla stabilità nel nostro Paese, non è per motivi di ingerenza: è la prova di una stretta interconnessione globale fra Stati, mercati finanziari ed economie. Ed è per questo che la guida sicura e determinata per riportare stabilità è Mario Monti.

 

Quanti soggetti aggrega il progetto “Rimontiamol'Italia2013”?

Tengo a dire che non ci sono iscrizioni e che non si tratta di un partito politico. È un progetto che ha già unito molti soggetti in rete e speriamo che esponenti di altre formazioni politiche e sociali possano aderirvi: dalla Cisl a ItaliaFutura di Luca Cordero di Montezemolo, sino agli Indipendenti per l'Italia. La nostra è una piattaforma aperta e ci auguriamo che molti possano condividerla per contribuire alla stesura della nostra agenda.

 

Anche esponenti di altri partiti politici?

Sono i contenuti che devono aggregare l'elettorato: l'importante è parlare al paese più che interloquire con il “palazzo”.

 

Quali sono i punti che differenziano il vostro programma da quello delle formazioni politiche?

L'ancoraggio all'Europa, uno dei punti fermi che ha fissato il Governo di Monti, e la prosecuzione delle riforme sulla scia di quelle europee. Una cultura meritocratica, che significa una profonda innovazione di molti settori, a cominciare da quello della pubblica amministrazione; una riduzione dell'ingerenza della politica nella gestione, ad esempio, della sanità. Vogliamo, soprattutto, inaugurare un metodo nuovo di interloquire con il Paese: l'opposto del populismo e della demagogia, che dica sinceramente all'Italia i cambiamenti che vanno realizzati, anche a costo di sacrifici. Abbiamo davvero la possibilità di ricostruire l'Italia, a patto che il Paese lo voglia e lo faccia.



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