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Politica

BALLOTTAGGIO PRIMARIE 2012/ Ostellino: Bersani è un Prodi-bis, ma Renzi non è Amendola…

Secondo PIERO OSTELLINO, alla fine Bersani vincerà sia le primarie che le elezioni. Ma si troverà costretto ad alleanze precarie, e destinato ad una situazione di governabilità precaria

Matteo Renzi (InfoPhoto)Matteo Renzi (InfoPhoto)

Considerata l'attenzione che mostrano i grandi giornali e i grandi network televisivi, sembra che queste “primarie” del Partito democratico, o meglio del centrosinistra (ormai quasi ci si dimentica di ricordarlo), siano una sorta di “svolta” o di “rinascita” della democrazia italiana, una lezione di democrazia per l'intero Paese. Forse i termini usati sono un po' troppo enfatici e, anche se i due candidati alternano fasi di correttezza e di understatement a toni duri di sfida e anche a insinuazioni di “gestione” non troppo ortodossa del voto e dei “verbali”, occorre dire che alla fine non si prevedono ricorsi a una ipotetica “Consulta” degli scontri politici. Ma c'è tuttavia da aggiungere che questo ballottaggio tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani ha messo in luce tante contraddizioni nella sinistra italiana, che probabilmente emergeranno ancora di più quando si saprà chi ha vinto, chi ha guadagnato i “galloni” di presentarsi come leader alle prossime elezioni politiche. Piero Ostellino è un “vecchio” liberale a 24 carati, un grande ex direttore de “Il Corriere della Sera”, e oggi è una delle poche voci originali e non in sintonia con il piatto conformismo mediatico che è calato sull'Italia.

Che giudizio si è fatto di queste “primarie” del Partito democratico?Detto con grande franchezza, mi sembrano un artificio. Si contano, stanno contando i voti tra di loro. Credo che alla fine vincerà Pier Luigi Bersani, vincerà il candidato del partito, dell'apparato.

Ma non c'è dubbio che l'operazione fatta da Renzi mette già adesso in difficoltà il partito. La “rottamazione” ha causato il ritiro di personaggi come Massimo D'Alema, di Walter Veltroni, il quasi oscuramento di un personaggio come Rosy Bindi, che è ancora il presidente del Pd.
Bersani dovrà fare i conti con questa nuova realtà. Tutto questo è vero. Ma alla fine sarà lui a guidare il centrosinistra e anche a vincere le prossime elezioni politiche. Di certo in una situazione precaria, magari costretto a fare delle alleanze, per formare una maggioranza, che stanno in piedi in modo veramente appiccicato. Come quelle che si fecero con Romano Prodi e quindi con risultati che non possono di certo garantire una buona  governabilità.

Come giudica l'altro candidato, Matteo Renzi?