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BALLOTTAGGIO PRIMARIE 2012/ Sondaggi, ecco perché a Renzi non basterà la "tattica" Berlusconi

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Non dovremmo dunque assistere a particolari sorprese o a eccezionali capovolgimenti rispetto al primo turno: “Questo sarebbe potuto accadere – spiega Amadori – se fosse effettivamente avvenuto un massiccio afflusso di votanti. Un po’ come accadde nel 2006, quando il pronostico era nettamente a favore di Prodi ma Berlusconi, dopo aver attuato una fortissima campagna di mobilitazione, poté ridurre notevolmente il corposo distacco iniziale grazie a un’affluenza di voto eccezionale”. Anche Matteo Renzi ha tentato la stessa strategia che lo stesso Amadori definisce “giusta e comprensibile, ma se non si recano molte più persone alle urne difficilmente il sindaco di Firenze potrà superare Bersani. Una stima che ho potuto recentemente fare ipotizza una percentuale a favore del segretario del Pd che oscilla tra il 52 e il 56%, mentre Renzi dovrebbe stare tra il 44 e il 48%. Attraverso un’altra stima compiuta ho potuto invece immaginare un altro scenario: anche ammettendo che tutto l’elettorato di Puppato e Tabacci converga interamente su Renzi, addirittura insieme a metà di quello di Vendola, a Bersani basterebbe solamente l’altra metà dei vendoliani per portare a casa la vittoria. Per questo dico che, a meno di eccezionali colpi di scena, tutto al momento sembra andare a favore di Bersani”.

 

(Claudio Perlini)      

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