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BERLUSCONI CONTRO LA7/ La risposta di Mentana: un'offesa a chi lavora (video)

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Silvio Berlusconi ospite del programma Radio anch'io si lascia andare a una serie di attacchi contro tutto e tutti. In particolare hanno suscitato il risentimento del direttore del tg di La7, Enrico Mentana, le parole rivolte proprio contro il suo telegiornale, reo, secondo Berlusconi, di attaccarlo "dalla mattina alla sera". Pronta la risposta dello stesso Mentana: dire queste cose è un'offesa a chi lavora giornalisticamente in questa televisione. Berlusconi aveva anche detto che nessuna nelle sue televisioni va mai contro la sinistra, mentre alla Rai esiste un canale solo a favore della sinistra e La7 lo attacca di continuo. Per Enrico Mentana, "si dà rilievo a quello che dice Berlusconi e a volte è proprio questo che lo attacca". Tutto era nato da una dichiarazione di Berlusconi in merito al conflitto di interessi definito un disco rotto da parte di certa informazione. La sinistra, aveva aggiunto, fa sempre disinformzione ma la gente perbene non casca più nel tranello.  Nel suo intervento poi l'ex premier ha definito Monti "un piccolo protagonista" mentre Ingroia sarebbe ininfluente. Questo in riferimento agli ultimi due protagonisti scesi in campo nell'affollato campo che precede le elezioni politiche del 2013. In caso di conferma di discesa in campo di Monti, ha detto, per la prima volta sarebbe d'accordo con D'Alema: "Non sarebbe un interesse neanche di Monti diventare un piccolo protagonista partendo dal suo ruolo di "deus ex machina" nel quale si era imposto". Ha poi detto come aver spostato la conferenza di fine anno da parte di Monti non è un fatto grave ma se lo avesse fatto lui si sarebbe aperto il cielo. Quindi le sue promesse elettorali: ridurre del 50% il numero die parlamentari e dei consiglieri regionali provinciali e comunali. Il suo ritorno in politica lo ha interrotto invece dalle attività a cui si stava dedicando: ospedali in Africa, l'Università della Libertà e il Milan. Per quanto riguarda gli elettori, dice che non deve conquistare elettori nuovo ma semplicemente riparlare a coloro che gli avevano dato nel 2008  il 40% delle preferenze. 



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