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SCENARIO/ 1. Il "patto" Monti-Bersani per le elezioni e il nuovo Governo

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Come che sia è convinzione generale che la discesa in campo del premier possa avere l’effetto di contenere l’avanzata della macchina da guerra bersanian-vendoliana, negandole la maggioranza assoluta al Senato. A quel punto la competizione regolata che si preannuncia fra Monti e Bersani dopo il voto potrebbe diventare collaborazione vera e propria nelle forme più diverse. La soluzione naturale sembrerebbe, certo, il dirottamento di Monti al Quirinale che il Pd gli ha offerto, ma chi conosce meglio lo spirito con cui il premier si sta muovendo tende a escludere che sia il suo vero obiettivo. Monti avrebbe solo due mire, la prosecuzione della sua azione riformatrice senza stravolgimenti e la continuazione in prima persona della sua azione in Europa.

E se la vittoria delle elezioni non sembra obiettivo alla portata per lui, ecco in subordine la possibilità di un patto successivo con Bersani: io ti fornisco quel sostegno necessario per governare e tu ti affranchi dai condizionamenti dell’ala massimalista. Non è tanto e non solo Vendola a preoccupare: i timori di Monti e dell’Europa vengono anche dall’ala interna più vicina alla Cgil di cui, guarda caso, Fassina è l’espressione più forte e coerente. Celebre la sua affermazione: «L’Agenda Monti? Non si compra in cartoleria».

Ecco allora la saldatura fra i due punti da cui siamo partiti. La possibilità di incidere con un suo gruppo politico è al tempo stesso l’obiettivo vero che Monti si propone, la speranza che rallegra i mercati e il timore che nel Pd agita i Fassina. Beninteso, non è che Monti al Quirinale sia una prospettiva da escludere, tutt’altro, ma un conto è andarci come in pensione, un conto è la prospettiva di poter contare su una forza condizionante nelle future alleanze, in grado di poter tenere la bussola in economia nell’alveo degli impegni presi.

Scenari, ipotesi, sommovimenti. Ma la strategia di Monti per arrivare a questo risultato è ancora tutta da definire. È probabile però che il premier vorrà evitare di farsi contare direttamente. Potrebbe quindi optare per la formula più soft dell’endorsement, una sorta di ringraziamento senza coinvolgimento diretto, alla federazione di liste che si ispirano al suo nome, a fronte di quello che considera ancora come un tradimento da parte del Pdl. Questa formula, anche se Monti avrebbe preferito una lista sola ordinata e organica, avrebbe il vantaggio di non circoscrivere l’area montiana al solo centro espressamente “per Monti”, potendosi comunque calcolare il Pd in questo schema (con buona pace di Fassina) come partito della continuità. Con rito di sinistra, ma pur sempre disponibile al dialogo col Professore, come Bersani si è impegnato ieri a Bruxelles.

La federazione montiana potrebbe contare oltre che su una componente Udc anche su un’altra di area Montezemolo-Riccardi-Olivero, su un’altra - probabilmente - promossa da Gianfranco Fini, e infine - operazione che sembra tramontare - su un’area ex Pdl che avrebbe dovuto vedere gli apporti dei vari Mario Mauro, Franco Frattini, Gianni Alemanno, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Eugenia Roccella, Maurizio Sacconi, Andrea Augello e Alfredo Mantovano, ma in realtà solo i primi due, Mauro e Frattini, restano ancora convinti su questa prospettiva con l'ex ministro degli Esteri che potrebbe optare per un ruolo più defilato. Fuori dalla partita naturalmente Angelino Alfano, anche perchè il segretario del Pdl, con l’avventato intervento alla Camera, si è condannato a restare berlusconiano e alleato della Lega, visto che Monti non ha ritenuto compatibile un eventuale suo sostegno con i toni e gli argomenti usati in Parlamento.


COMMENTI
20/12/2012 - E i principi non negoziabili dei cattolici? (Carlo Cerofolini)

Articolo interessante, però mi chiedo e chiedo come la mettiamo per i cattolici, che si dicono osservanti, con quanto ha scritto nei programmi la compagine Pd e Sel (Bersani + Vendola) riguardo a: eutanasia, eugenetica, nozze omosessuali, adozioni per coppie omo, ecc.. che per la Chiesa Cattolica sono improponibili perché fanno parte dei principi non negoziabili ma non per Pd e Sel? E poi, se mi è consentito, riguardo ai pronostici legati alle prossime elezioni, vorrei citare quanto affermava Lao Tsé: “Chi sa non predice e chi predice non sa” e il popolo quando si esprime liberamente è sovrano, sempre, lo ricorda anche la nostra Costituzione, definita come la più bella del mondo. O no?