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SCENARIO/ 1. Il "patto" Monti-Bersani per le elezioni e il nuovo Governo

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Restano alcune considerazioni finali. I moderati possono rassegnarsi a essere gli alleati, e neppure in una posizione di forza, del Pd? E i cattolici che prospettiva avrebbero in questo ambito? Occorre realismo, a mio avviso. Fintanto che le posizioni di Berlusconi e Lega non rientrano nella loro collocazione naturale, e cioè di una sorta di partito di Le Pen all’italiana, una soluzione come quella del Ppe italiano può essere solo abbozzata puntando a ottenere intanto un primo risultato: evitare all’Italia la deriva massimalista e soprattutto zapaterista. Perché, come sostiene Mantovano, mentre sulle possibili libere uscite in economia da parte della sinistra vigilerà arcigna l’Europa, il rischio è che la deriva possa concretarsi a costo zero per i bilanci pubblici sulla sfera dei principi etici, bioetici e antropologici, per dare un contentino alla foga parolaia di Vendola. Su questa trincea si potrebbe configurare una prosecuzione dell’attuale alleanza anche da parte degli ex Pdl, anche se a mio avviso è questo l’aspetto più irto di incognite in tutto lo scenario di universo montiano che andrebbe a patti con la sinistra riformista, sempre che questa si mantenga tale, naturalmente.

Sento dire infine che Monti sarebbe sostenuto dai poteri forti, dell’Europa e del nostro Paese. È sicuramente vero. Ma forse è arrivato il momento di fare un discorso scomodo: con la deriva antropologica che caratterizza il nostro Paese c’è da fare un lavoro alla radice, sull’io e sulla coscienza collettiva. Se i poteri “deboli” della “gggente”, dopo aver prodotto i guasti dei Berlusconi e dei Di Pietro rischiano di farci ritrovare governati dai Grillo o dagli Ingroia, se insomma il popolo rischia di arrendersi al populismo, non resta che una drammatica presa d’atto, in attesa di ricostruire questo Paese dalle radici del suo io: a volte sono più responsabili proprio i cosiddetti poteri forti, che almeno sanno fare di conto, rispetto a un popolo abituato ormai a ragionare con la pancia. Un popolo che ha smarrito, o che è stato portato a smarrire, l’identità di cui è costituito.

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COMMENTI
20/12/2012 - E i principi non negoziabili dei cattolici? (Carlo Cerofolini)

Articolo interessante, però mi chiedo e chiedo come la mettiamo per i cattolici, che si dicono osservanti, con quanto ha scritto nei programmi la compagine Pd e Sel (Bersani + Vendola) riguardo a: eutanasia, eugenetica, nozze omosessuali, adozioni per coppie omo, ecc.. che per la Chiesa Cattolica sono improponibili perché fanno parte dei principi non negoziabili ma non per Pd e Sel? E poi, se mi è consentito, riguardo ai pronostici legati alle prossime elezioni, vorrei citare quanto affermava Lao Tsé: “Chi sa non predice e chi predice non sa” e il popolo quando si esprime liberamente è sovrano, sempre, lo ricorda anche la nostra Costituzione, definita come la più bella del mondo. O no?