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Politica

LETTERA/ Barcellona: attenti a quel centrodestra che parla di valori e ha dietro la finanza

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Infine Togliatti, nella posizione di ministro di Grazia e Giustizia, fece adottare una generale amnistia verso i fascisti per porre fine a una lacerante guerriglia che continuava ad alimentare diversi focolai sul territorio nazionale. L’amnistia fu pensata e voluta da Togliatti come atto di grande generosità della nuova Repubblica e, nonostante le proteste dei partigiani e della base comunista, il gruppo dirigente del Pci sostenne la scelta con lealtà e convinzione. Il ruolo dei comunisti italiani è stato per altri versi di grande lealtà nella creazione dello spirito comune che ha prodotto la più bella Costituzione del mondo come Benigni ha mostrato nella sua trasmissione. 

Ancora oggi si può dire che la Costituzione italiana esprime il pluralismo culturale del nostro Paese in modo da raccogliere le migliori tradizioni cattoliche e riformatrici. Ancora Togliatti, dopo l’attentato subito in un clima di tensione drammatica che poteva scatenare una guerra civile, si è impegnato fino allo stremo per impedire che si potessero verificare forme di insurrezione contro il governo democristiano dell’epoca. Anche questa è stata una grande prova di amore per l’Italia e per la democrazia costituzionale.

Anche durante gli anni di Enrico Berlinguer questi obiettivi di difesa della democrazia repubblicana, di collaborazione istituzionale fra Chiesa e Stato, e di riconciliazione con tutta la storia del nostro Paese, sono stati perseguiti costantemente. Nei terribili anni del terrorismo, il contributo che i comunisti italiani riuscirono a dare per sconfiggere i nemici dello Stato, che cercavano di mascherarsi dietro ideologie marxiste e leniniste, è stato decisivo per mantenere l’unità del Paese e lo spirito di resistenza e di lotta contro ogni tentativo eversivo di attentare all’ordine repubblicano. 

Un discorso a parte, ma dello stesso tenore, andrebbe fatto per la storia della Cgil e del sindacato italiano che, a partire dal famoso piano del lavoro di Di Vittorio fino alla politica del compromesso redistributivo, ha cercato sempre, come testimoniano gli anni del rapporto fra Lama e Agnelli, di riportare al confronto e alla trattativa il conflitto fra i capitalisti e i lavoratori. 

Se già nella prima Repubblica, dunque, la conventio ad excludendum appariva ingiustificata rispetto alla fedeltà ai valori costituzionali dimostrata dalla sinistra comunista, è certamente e assolutamente ingiustificato riproporre argomenti pregiudiziali nei confronti dell’attuale Pd e dei suoi alleati. Basta sottolineare soltanto che dopo la caduta di Berlusconi il Pd avrebbe potuto chiedere le elezioni con molta probabilità di vincere e invece ha accettato di sostenere il governo Monti per impedire che l’Italia sprofondasse nel baratro dell’indebitamento sotto l’attacco spietato dei poteri finanziari internazionali. 

Vorrei ricordare a tutti coloro che mi stanno leggendo che senza la scelta di allora e senza l’iniziativa del capo dello Stato noi non avremmo avuto quest’anno di tregua che ha consentito, sia pure in modo molto contraddittorio, di mettere in ordine i conti pubblici. 

È vero che nell’arco della prima Repubblica il Pci ha sostenuto due referendum, divorzio e aborto, che sono stati esplicitamente contrastati dalla Chiesa cattolica, e che una parte della Dc, a cominciare da Fanfani, ha cominciato a cavalcare la carta dello scontro fra religione e laicità, ma se qualcuno ha voglia di leggere i documenti di quel periodo, può facilmente capire che la linea scelta non aveva alcuna base ideologica antireligiosa ma soltanto una valutazione politica di tutela delle classi più deboli rispetto a possibilità che erano offerte ai più ricchi con strumenti assai meno visibili (i famosi viaggi all’estero e le cliniche del cucchiaino d’oro). Berlinguer scelse di appoggiare il referendum come male minore necessario per evitare il massacro delle donne povere e per normalizzare la vita di famiglie che erano state ormai distrutte dalla devastazione della vita reale delle coppie in crisi. 


COMMENTI
31/12/2012 - Barcellona, nel senso del filosofo (Claudio Baleani)

Ha ragione Pietro Barcellona: il relativismo etico non è un prodotto del PCI o di quella parte politica. Loro, infatti, ne sono stati un vettore spesso inconsapevole. Il mio problema a votare a sinistra non è questo. E’ che paralizzano l’antidoto, sono autoreferenziali, intellettualoidi, incapaci, clericali e hanno istaurato una strategia di sistematica distruzione del sentimento popolare. Però se arriveranno al governo, come è sicuro che faranno, gli farò tanti auguri. Vorrà dire che con loro ci dovremo confrontare col deserto che hanno abbondantemente contribuito a creare.

 
22/12/2012 - Ribadisco : cristiani a chiacchiere (Ciellino Anti-Monti)

Al sig. Crippa che mi controcommenta sempre, ricordo che il simbolo dell'UDC è lo scudocrociato, e che nel manifesto del partito si parla chiaramente di ispirazione cristiana. Lasciando quindi da parte le ipocrisie, ritengo che, per decidere a chi dare il proprio voto, sarà molto importante giudicare (come cerco sempre di fare io, ma non è facile) in base ai fatti compiuti e non alle solite promesse al vento, l'unica pratica nella quale i nostri politici, veri teatranti di professione, riescono ad eccellere.

 
21/12/2012 - centrodestra = centrosinistra ? (vincenzo ioculano)

Aprire un dibattito su ciò che oggi può legittimamente distinguere il centrodestra dal centrosinistra come propone il prof. Barcellona sarebbe di grande aiuto a capire qualcosa, nella confusa baldoria della politica italiana.

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere… (Pro-Monti Cittadino) (Giuseppe Crippa)

Mi associo con calore all’auspicio del prof. Barcellona a che Il Sussidiario dedichi spazio alle ragioni ed ai programmi di chi si definisce di sinistra, di chi si definisce di destra (basta per favore con questo vezzo di scrivere centro sinistra e centrodestra!) ed anche di chi si definisce di centro. Avremmo così modo di capire se questi programmi saranno realistici o “libri dei sogni”, se porteranno inflazione (è il rischio delle politiche keynesiane) o deflazione, se saranno solidaristiche o individualistiche. PS Il partito centrista per definizione, l’Unione Di Centro, si definisce appunto “centrista”, non cristiano… Lasciamo questa definizione a chi a suo tempo si rea definito “cristiano adulto”...

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere.... (Ciellino Anti-Monti)

Mi trovo molto d'accordo con il senso di questo articolo, ho però grossissimi dubbi su quanto Bersani sia realmente alternativo a Monti (visto che di fatto lo ha sostenuto per un anno). Quale è la forza politica in Ialia che davvero vuole attuare una politica economica keynesiana? (l'unica che può salvarci) Chi davvero (davvero) vuole seguire la dottrina sociale della Chiesa, prendendo a cuore i suoi principi solidaristici? Ne vedo pochissimi, e questi pochi di certo non si trovano nè a destra, nè tantomeno al centro, nonostante il partito centrista per definizione si autodefinisca "cristiano"....