BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LETTERA/ Barcellona: attenti a quel centrodestra che parla di valori e ha dietro la finanza

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Sulla politica estera basterebbe ricordare che l’esponente italiano più prestigioso nella battaglia per la costruzione europea, Altiero Spinelli, fu eletto parlamentare nelle liste del Pci e che l’entrata nella moneta unica fu condotta dal governo di Romano Prodi con un fortissimo sostegno della sinistra italiana. 

Cosa si nasconde dunque dietro a questa reiterata accusa di “pericolosità” di un’ascesa al governo del centrosinistra che potrebbe mettere a rischio la coesione sociale e la partecipazione all’elaborazione delle politiche comunitarie? In realtà non ci sono argomenti perché non si vuole rendere pubblicamente trasparente il vero motivo del contrasto verso il possibile successo della coalizione guidata da Bersani. È certamente scolastico e anche un po’ semplificativo, ma a me pare chiaro si tratti di una contrapposizione che nasconde in realtà le differenti politiche che traggono origine dalla differenza di posizioni che dagli anni trenta a oggi dividono sulla scena mondiale gli economisti keynesiani dagli economisti liberali neomonetaristi. Nessuno dello schieramento keynesiano vuole mettere lacci e laccioli all’impresa e burocratizzare l’economia, ma soltanto mettere sotto controllo l’enorme potere dei centri finanziari e dei gruppi di interesse che pensano di potersi sottrarre al prelievo fiscale che alimenta la vita dello Stato. Nessuno vuole sostituire lo Stato al mercato ma valutare se sia più conveniente al Paese, come da parti diverse si sostiene, creare una banca nazionale in grado di favorire gli investimenti sotto il controllo del governo politico del Paese. Si vuole realizzare una minima tutela del lavoro che oggi appare totalmente cancellato dalla cosiddetta agenda Monti. 

Chi vuole impedire l’accesso democratico del centrosinistra al governo del Paese sarebbe molto più comprensibile e leale se dichiarasse la propria adesione al neomonetarismo liberista. Ciò che il centrosinistra propone in alternativa non è una minaccia agli equilibri costituzionali e democratici ma soltanto l’obiettivo di trovare nelle politiche keynesiane di sostegno della domanda di beni uno strumento per favorire la ripresa dell’occupazione e del lavoro giovanile e combattere le diseguaglianze. 

La stessa proposta nascosta dietro il paravento di Monti di un’aggregazione di interessi corporativi potenti e di personaggi come Montezemolo e Marcegaglia, fa pensare a una motivazione molto materiale della difesa ad oltranza degli interessi economici di chi vuole ancora più libertà nel mercato del lavoro precarizzando definitivamente le condizioni di vita di una gran parte della popolazione lavoratrice.

Tutte le forze coalizzate da un lato e dall’altro per combattere il centrosinistra mostrano tutta la strumentalità e l’opportunismo delle loro tesi allorchè si affrontano i temi della famiglia e dei valori della tradizione italiana. È veramente stucchevole che il ministro Sacconi, che non si è scandalizzato di fronte alla lunga stagione berlusconiana di orge, festini, disprezzo delle donne, uso spregiudicato di mediatori per avere accesso al mondo delle escort, esibizione di una condotta amorale e licenziosa, si candidi poi a interpretare i valori della famiglia assieme a tanti berlusconiani di ferro e cerchi di intrufolarsi nel nuovo fronte anti-Bersani che sta cercando di organizzare. Ma è molto più grave che questi temi della famiglia diventino la ragione per il sostegno di questa lotta contro il Pd da parte di molti cattolici e di esponenti del mondo ecclesiastico.


COMMENTI
31/12/2012 - Barcellona, nel senso del filosofo (Claudio Baleani)

Ha ragione Pietro Barcellona: il relativismo etico non è un prodotto del PCI o di quella parte politica. Loro, infatti, ne sono stati un vettore spesso inconsapevole. Il mio problema a votare a sinistra non è questo. E’ che paralizzano l’antidoto, sono autoreferenziali, intellettualoidi, incapaci, clericali e hanno istaurato una strategia di sistematica distruzione del sentimento popolare. Però se arriveranno al governo, come è sicuro che faranno, gli farò tanti auguri. Vorrà dire che con loro ci dovremo confrontare col deserto che hanno abbondantemente contribuito a creare.

 
22/12/2012 - Ribadisco : cristiani a chiacchiere (Ciellino Anti-Monti)

Al sig. Crippa che mi controcommenta sempre, ricordo che il simbolo dell'UDC è lo scudocrociato, e che nel manifesto del partito si parla chiaramente di ispirazione cristiana. Lasciando quindi da parte le ipocrisie, ritengo che, per decidere a chi dare il proprio voto, sarà molto importante giudicare (come cerco sempre di fare io, ma non è facile) in base ai fatti compiuti e non alle solite promesse al vento, l'unica pratica nella quale i nostri politici, veri teatranti di professione, riescono ad eccellere.

 
21/12/2012 - centrodestra = centrosinistra ? (vincenzo ioculano)

Aprire un dibattito su ciò che oggi può legittimamente distinguere il centrodestra dal centrosinistra come propone il prof. Barcellona sarebbe di grande aiuto a capire qualcosa, nella confusa baldoria della politica italiana.

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere… (Pro-Monti Cittadino) (Giuseppe Crippa)

Mi associo con calore all’auspicio del prof. Barcellona a che Il Sussidiario dedichi spazio alle ragioni ed ai programmi di chi si definisce di sinistra, di chi si definisce di destra (basta per favore con questo vezzo di scrivere centro sinistra e centrodestra!) ed anche di chi si definisce di centro. Avremmo così modo di capire se questi programmi saranno realistici o “libri dei sogni”, se porteranno inflazione (è il rischio delle politiche keynesiane) o deflazione, se saranno solidaristiche o individualistiche. PS Il partito centrista per definizione, l’Unione Di Centro, si definisce appunto “centrista”, non cristiano… Lasciamo questa definizione a chi a suo tempo si rea definito “cristiano adulto”...

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere.... (Ciellino Anti-Monti)

Mi trovo molto d'accordo con il senso di questo articolo, ho però grossissimi dubbi su quanto Bersani sia realmente alternativo a Monti (visto che di fatto lo ha sostenuto per un anno). Quale è la forza politica in Ialia che davvero vuole attuare una politica economica keynesiana? (l'unica che può salvarci) Chi davvero (davvero) vuole seguire la dottrina sociale della Chiesa, prendendo a cuore i suoi principi solidaristici? Ne vedo pochissimi, e questi pochi di certo non si trovano nè a destra, nè tantomeno al centro, nonostante il partito centrista per definizione si autodefinisca "cristiano"....