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LETTERA/ Barcellona: attenti a quel centrodestra che parla di valori e ha dietro la finanza

Cosa si nasconde in realtà dietro la reiterata accusa di pericolosità di un'ascesa al governo del centrosinistra? Il commento di PIETRO BARCELLONA

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Caro direttore,
è veramente indecente che dopo tanti anni e avvenimenti che hanno trasformato radicalmente il nostro sistema socio-politico, ogni volta che si ripropone la scadenza elettorale per il rinnovo del parlamento ritornino in campo i più vecchi argomenti per impedire che una coalizione di centrosinistra possa assumere il governo del Paese. L’argomento adoperato dalla maggior parte degli attori politici che si candidano con altre formazioni e sigle è infatti il riprodursi della vecchia conventio ad excludendum motivata dalla ridotta affidabilità della sinistra italiana, proveniente in parte dalla storia del Pci, rispetto alla questione della democrazia, degli indirizzi economici e della tutela dei valori tradizionali della nostra società. Il centrosinistra sarebbe espressione dell’antica tradizione libertaria del socialismo italiano con forte ispirazione anticlericale e della tradizione comunista, che avrebbe sempre privilegiato l’intervento pubblico sull’economia di mercato. 

Si tratta, come è agevole dimostrare, di argomenti del tutto falsi e ideologicamente pregiudicati dall’intento di impedire che in Italia si possa realizzare un vero cambiamento rendendo davvero libere le scelte degli elettori. Queste accuse sono infatti infondate, sia che si guardi alla storia del vecchio Pci sia che si guardi all’attuale storia del Pd che ha operato del resto una vera e propria rottura con il proprio passato comunista. 

Per ragioni di informazione documentata, voglio infatti sottolineare che queste accuse erano totalmente false e strumentali al sistema di alleanze nel quale l’Italia si trovava inserita. Basta ricordare quale sia stata l’opera di Togliatti e del Pci nella fase costituente della nostra Repubblica. La maggior parte degli storici ha in particolare sottolineato che Togliatti ha svolto un ruolo decisivo nel gestire la transizione dalla monarchia alla Repubblica senza produrre drammi sociali e conflitti anche violenti fra le diverse parti in campo. Ernesto Ragionieri con grande ricchezza di prove ha messo in evidenza che Togliatti, pur condividendo con gli altri membri del Cln l’idea che il nuovo Stato si potesse fondare sulla monarchia sabauda (come speravano ad esempio gli alleati anglosassoni) riteneva che non si potesse mobilitare l’esercito italiano contro i nazisti senza trovare un filo di continuità col giuramento prestato alla casa Savoia. L’idea di riconoscere il governo del generale Badoglio, voluto dal Re, e quella di rinviare ad un referendum popolare la scelta fra repubblica e monarchia, sono state la base su cui è stato possibile costruire poi l’unità d’Italia. Il compromesso fra comitati di liberazione e governo monarchico trovò in Togliatti un importante sostenitore nonostante l’accusa di aver dato un’ibridazione che portò a definire - da parte della propaganda nazista - il gruppo dei dirigenti del Pci come “comunisti badogliani”. 

Togliatti fu inoltre il vero artefice della costruzione di un rapporto nuovo fra Stato e Chiesa, sanzionato nell’articolo 7 della nostra Costituzione, a riprova che la questione cattolica era per la dirigenza del partito una questione centrale che apriva la porta a una sincera collaborazione fra l’istituzione ecclesiale e il governo italiano. L’articolo 7, checché ne pensino gli avversari del Pci, fu la prova di una convinta adesione ad un  patto di conciliazione nazionale che vedeva la partecipazione concorde alla vita del Paese di entrambi le grandi istituzioni dello Stato e della Chiesa. 

 


COMMENTI
31/12/2012 - Barcellona, nel senso del filosofo (Claudio Baleani)

Ha ragione Pietro Barcellona: il relativismo etico non è un prodotto del PCI o di quella parte politica. Loro, infatti, ne sono stati un vettore spesso inconsapevole. Il mio problema a votare a sinistra non è questo. E’ che paralizzano l’antidoto, sono autoreferenziali, intellettualoidi, incapaci, clericali e hanno istaurato una strategia di sistematica distruzione del sentimento popolare. Però se arriveranno al governo, come è sicuro che faranno, gli farò tanti auguri. Vorrà dire che con loro ci dovremo confrontare col deserto che hanno abbondantemente contribuito a creare.

 
22/12/2012 - Ribadisco : cristiani a chiacchiere (Ciellino Anti-Monti)

Al sig. Crippa che mi controcommenta sempre, ricordo che il simbolo dell'UDC è lo scudocrociato, e che nel manifesto del partito si parla chiaramente di ispirazione cristiana. Lasciando quindi da parte le ipocrisie, ritengo che, per decidere a chi dare il proprio voto, sarà molto importante giudicare (come cerco sempre di fare io, ma non è facile) in base ai fatti compiuti e non alle solite promesse al vento, l'unica pratica nella quale i nostri politici, veri teatranti di professione, riescono ad eccellere.

 
21/12/2012 - centrodestra = centrosinistra ? (vincenzo ioculano)

Aprire un dibattito su ciò che oggi può legittimamente distinguere il centrodestra dal centrosinistra come propone il prof. Barcellona sarebbe di grande aiuto a capire qualcosa, nella confusa baldoria della politica italiana.

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere… (Pro-Monti Cittadino) (Giuseppe Crippa)

Mi associo con calore all’auspicio del prof. Barcellona a che Il Sussidiario dedichi spazio alle ragioni ed ai programmi di chi si definisce di sinistra, di chi si definisce di destra (basta per favore con questo vezzo di scrivere centro sinistra e centrodestra!) ed anche di chi si definisce di centro. Avremmo così modo di capire se questi programmi saranno realistici o “libri dei sogni”, se porteranno inflazione (è il rischio delle politiche keynesiane) o deflazione, se saranno solidaristiche o individualistiche. PS Il partito centrista per definizione, l’Unione Di Centro, si definisce appunto “centrista”, non cristiano… Lasciamo questa definizione a chi a suo tempo si rea definito “cristiano adulto”...

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere.... (Ciellino Anti-Monti)

Mi trovo molto d'accordo con il senso di questo articolo, ho però grossissimi dubbi su quanto Bersani sia realmente alternativo a Monti (visto che di fatto lo ha sostenuto per un anno). Quale è la forza politica in Ialia che davvero vuole attuare una politica economica keynesiana? (l'unica che può salvarci) Chi davvero (davvero) vuole seguire la dottrina sociale della Chiesa, prendendo a cuore i suoi principi solidaristici? Ne vedo pochissimi, e questi pochi di certo non si trovano nè a destra, nè tantomeno al centro, nonostante il partito centrista per definizione si autodefinisca "cristiano"....