BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LETTERA/ Barcellona: attenti a quel centrodestra che parla di valori e ha dietro la finanza

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Ho scritto tutto ciò che precede per arrivare a questo punto cruciale del mio appello alla verità. È sicuramente vero che nello schieramento di centrosinistra sono presenti personalità autorevoli che, adeguandosi alle tendenze dello sviluppo scientifico e tecnologico, tendono a considerare in termini potremmo dire relativistici le questioni che stanno a cuore alla Chiesa e al Papa: il matrimonio fra gli omosessuali e la conseguente adozione di figli secondo l’uso di tecnologie manipolative per realizzare comunque la procreazione; la lotta contro l’angoscia di morte attraverso il progetto dell’eutanasia. Ma questa posizione, che io per primo non condivido, come ho scritto in tanti interventi pubblicati, non è la linea del centrosinistra né il suo tratto principale. 

Anche Ignazio Marino, che sicuramente è il più significativo esponente di quanti in nome dei risultati della scienza tendono a vedere la liberalizzazione delle forme del nascere e del morire come un fatto evolutivo, non si sottrae per nulla al dialogo col mondo cattolico su questi temi e comunque sostiene alcune posizioni in nome della sua concezione della laicità dello Stato e non già per spirito antireligioso. Persino uno scrittore come Melloni, che non è né comunista né ateo, commentando l’ultimo intervento del Papa su questi temi ha sostenuto che se la Chiesa può difendere legittimamente sul terreno spirituale la tesi dei valori non negoziabili, non può tuttavia trasferirli in una organizzazione politico-partitica della Chiesa che traduce in leggi dello Stato i precetti religiosi. La sfera legislativa è infatti una sfera di compromessi pratici che rispondono all’esigenza di mantenere la coesione sociale malgrado le differenze di giudizio. Bisogna qui ovviamente ricordare le parole di Gesù sull’opportunità di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. 

Purtroppo storicamente la Chiesa, spinta dalla strumentalizzazione di alcune forze politiche, ha finito col sostenere posizioni e governi di centrodestra come unica difesa contro il laicismo anticlericale della sinistra. Appoggio che ha di fatto autorizzato i più biechi interessi delle forze economiche che hanno utilizzato il ricatto sui problemi dell’etica sociale per attuare un vero e proprio piano di violenta espropriazione dei diritti del lavoro. L’appoggio ai governi di centrodestra è stato sotto questo profilo una clamorosa smentita all’immagine della Chiesa come profezia e comunione di spirito, come Chiesa dei poveri e attualizzazione costante del Vangelo di Cristo e della sua testimonianza terribile per difendere la verità del suo messaggio di fronte alla volontà persecutoria dei dirigenti della comunità israelitica e alla complicità delle autorità romane. Anche questa reminiscenza del passato serve a mostrare quanto sia pericoloso per lo spirito religioso l’alleanza fra il potere politico e il potere ecclesiale. 

È questo secondo me il momento in cui la verità delle differenze e il loro modo di esprimersi deve essere davvero oggetto di una discussione pubblica e non può in definitiva dipendere dall’autocertificazione di custodi della famiglia e dei valori religiosi affidata unicamente alle loro dichiarazioni senza alcuna prova della coerenza fra parole e azioni. Io credo, e lo dico con insistenza proprio su questo giornale, che mai l’irreligiosità dell’Occidente, denunciata da Del Noce, è stata così praticamente diffusa e interiorizzata nelle forme di vita degli italiani come durante il governo Berlusconi. Al di là di tutti i giudizi politici, la vera vergogna di chi ha sostenuto Berlusconi è quella di avere accettato senza batter ciglio l’assoluta amoralità del suo comportamento fino al punto da sostenere nel Parlamento italiano che Ruby era stata tutelata da Berlusconi perché nipote del dittatore egiziano Mubarak. Bisogna sempre ricordare che è stato il punto più basso di santificazione legale di una spudorata menzogna a cui nessun sostenitore del governo Berlusconi si è sottratto. 


COMMENTI
31/12/2012 - Barcellona, nel senso del filosofo (Claudio Baleani)

Ha ragione Pietro Barcellona: il relativismo etico non è un prodotto del PCI o di quella parte politica. Loro, infatti, ne sono stati un vettore spesso inconsapevole. Il mio problema a votare a sinistra non è questo. E’ che paralizzano l’antidoto, sono autoreferenziali, intellettualoidi, incapaci, clericali e hanno istaurato una strategia di sistematica distruzione del sentimento popolare. Però se arriveranno al governo, come è sicuro che faranno, gli farò tanti auguri. Vorrà dire che con loro ci dovremo confrontare col deserto che hanno abbondantemente contribuito a creare.

 
22/12/2012 - Ribadisco : cristiani a chiacchiere (Ciellino Anti-Monti)

Al sig. Crippa che mi controcommenta sempre, ricordo che il simbolo dell'UDC è lo scudocrociato, e che nel manifesto del partito si parla chiaramente di ispirazione cristiana. Lasciando quindi da parte le ipocrisie, ritengo che, per decidere a chi dare il proprio voto, sarà molto importante giudicare (come cerco sempre di fare io, ma non è facile) in base ai fatti compiuti e non alle solite promesse al vento, l'unica pratica nella quale i nostri politici, veri teatranti di professione, riescono ad eccellere.

 
21/12/2012 - centrodestra = centrosinistra ? (vincenzo ioculano)

Aprire un dibattito su ciò che oggi può legittimamente distinguere il centrodestra dal centrosinistra come propone il prof. Barcellona sarebbe di grande aiuto a capire qualcosa, nella confusa baldoria della politica italiana.

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere… (Pro-Monti Cittadino) (Giuseppe Crippa)

Mi associo con calore all’auspicio del prof. Barcellona a che Il Sussidiario dedichi spazio alle ragioni ed ai programmi di chi si definisce di sinistra, di chi si definisce di destra (basta per favore con questo vezzo di scrivere centro sinistra e centrodestra!) ed anche di chi si definisce di centro. Avremmo così modo di capire se questi programmi saranno realistici o “libri dei sogni”, se porteranno inflazione (è il rischio delle politiche keynesiane) o deflazione, se saranno solidaristiche o individualistiche. PS Il partito centrista per definizione, l’Unione Di Centro, si definisce appunto “centrista”, non cristiano… Lasciamo questa definizione a chi a suo tempo si rea definito “cristiano adulto”...

 
21/12/2012 - Cristiani a chiacchiere.... (Ciellino Anti-Monti)

Mi trovo molto d'accordo con il senso di questo articolo, ho però grossissimi dubbi su quanto Bersani sia realmente alternativo a Monti (visto che di fatto lo ha sostenuto per un anno). Quale è la forza politica in Ialia che davvero vuole attuare una politica economica keynesiana? (l'unica che può salvarci) Chi davvero (davvero) vuole seguire la dottrina sociale della Chiesa, prendendo a cuore i suoi principi solidaristici? Ne vedo pochissimi, e questi pochi di certo non si trovano nè a destra, nè tantomeno al centro, nonostante il partito centrista per definizione si autodefinisca "cristiano"....