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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Tutte le contraddizioni del nuovo partito di destra

Secondo FABRIZIO RONDOLINO il nuovo soggetto politico di destra viene alla luce contemplando  già al suo interno le tipiche incongruenze dei partiti tradizionali

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L’Italia s’è desta. Anzi, S’è destra. Sotto il vessillo dei Fratelli d’Italia (sottotitolo: Centrodestra Italiano) si riuniranno gli ex An del Pdl, tranne Gasparri, Matteoli e Alemanno, quest’ultimo incerto sul da farsi. Il nuovo soggetto nasce dalla fusione tra l’area di riferimento di Crosetto e della Meloni e quella di Ignazio La Russa. Cui la Meloni vorrebbe affidare il ruolo di padre nobile, indicando nel simbolo del partito il proprio nome. Insomma, già si litiga. Il nodo principale che il partito non ancora nato dovrà sciogliere sarà quello della scelta del candidato premier. Se l’ex ministro della Difesa sembra orientato verso la scelta di un appoggio a Berlusconi, l’ex titolare della Gioventù ha posto come condizione per l’alleanza proprio il ritiro dell’ex premier. Crosetto, dal canto suo, ha indicato una terza via: il premier si deciderà dopo le elezioni.  Abbiamo parlato con Fabrizio Rondolino degli scenari che si prefigurano.

Crede che questo nuovo soggetto potrebbe correre da solo?

Non è chiarissima la sua composizione definitiva. Si tratta, in ogni caso, di una separazione consensuale. Si immagina, quindi, che alla fine questa lista sarà alleata con il Pdl e, forse, anche con la Lega. E che il candidato premier sarà Berlusconi. Si tratterebbe, quindi, del famoso “spacchettamento”. Va rilevato, tuttavia, un aspetto curioso: Berlusconi sta dicendo il contrario, suggerendo di non votare i partiti piccoli.

Dice il contrario di tante cose.

Certo. Sta di fatto che La Russa dovrebbe essere indotto a riflettere. Può darsi che Berlusconi stesso gli abbia suggerito di predisporre la scissione ma che, alla fine, gli faccia terra bruciata attorno. E’ probabile, quindi, che l’eventuale convivenza non sarà indolore.

Al di là della dichiarazioni dell’ex premier, la somma dei partiti derivanti dallo spacchettamento potrebbe risultare superiore a quella del Pdl pre-scissioni?

Tecnicamente è molto molto probabile.

La scissione potrebbe esser stata originata dalla volontà di ripristinare un’identità politica di destra?

Non direi. Gli An e gli ex An hanno avuto un percorso ben preciso. Hanno rappresentato la cultura politica del post fascismo. Si sono configurati come destra statalista o, se vogliamo, la componete principale del moderatismo italiano di destra.

Non sembrano i connotati dei personaggi che animano il nuovo partito.


COMMENTI
22/12/2012 - commento (francesco taddei)

un uomo di sinistra che giudica le manovre della destra. chi chiede più italia è antieuropeista e antidemocratico, poi vendola si batte per i diritti civili...mah!