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Politica

GOVERNO/ Al via le consultazioni al Quirinale. Il Pdl: Monti rimanga neutrale

Dopo le dimissioni di Mario Monti da presidente del Consiglio, presentate nella serata di ieri, Giorgio Napolitano ha da poco avviato un breve giro di consultazioni al Quirinale

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Dopo le dimissioni di Mario Monti da presidente del Consiglio, presentate nella serata di ieri dopo 401 giorni di governo, il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha da poco avviato un breve giro di consultazioni al Quirinale con i rappresentanti dei gruppi parlamentari. I primi ad arrivare sono stati, verso le 10 di questa mattina, i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, mentre mezz’ora più tardi è stata la volta di Anna Finocchiaro e Dario Franceschini del Partito Democratico. “Abbiamo sottolineato al presidente come, andando a elezioni con un governo non eletto ma tecnico”, Monti “dovrà tenere la sua collocazione fuori dalle parti” nella campagna elettorale che ha di fatto già preso il via: ad affermarlo è il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, nella breve conferenza avvenuta dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica, al quale anche lo stesso Gasparri ha espresso l'auspicio che durante questo periodo elettorale l’ormai ex premier possa mantenere “il suo profilo tecnico di neutralità e terzietà”. Il senatore Pdl ha anche fatto notare la "fase delicata" che in questo momento si sta aprendo, garantendo “continuità con l'impegno espresso dal centrodestra in questi anni e in questa legislatura”. Dopo la delegazione del Pdl, è stata la volta del capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini, secondo cui, dopo le dimissioni di Monti, “la parola torna alla sovranità del popolo”. Franceschini ha voluto comunque ringraziare l’ex presidente del Consiglio “per aver messo la sua credibilità e competenza al servizio del Paese”, ribadendo però l’importanza di un governo politico eletto dai cittadini dopo la fase dei “tecnici”. Il Partito Democratico, ha poi aggiunto, si presenta agli italiani consapevole “che l'Italia merita adesso una seconda fase sula base dei duri sacrifici fatti per uscire dal baratro in cui lo aveva portato il governo Berlusconi. Ora servono politiche progressiste, riformiste basate su un principio semplice: chi ha di più deve mettere di più, chi ha di meno deve mettere di meno”.