BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ELEZIONI 2013/ Così Twitter manda in pensione i vecchi sondaggi

Foto Infophoto Foto Infophoto

In realtà se letta correttamente, l’espressione dell’opinione attraverso Twitter aveva sempre assegnato una maggioranza relativa a Bersani, la quale è andata crescendo nel tempo. Nelle ore precedenti il voto avevamo quindi previsto che avrebbe prevalso il segretario anziché il sindaco di Firenze. La ragione per cui si può incorrere in errori è che spesso nei sondaggi si utilizza il canale di Twitter in modo sbagliato. Ci si limita per esempio a contare il numero di tweet che parlano dell’uno piuttosto che dell’altro candidato, che citano un hashtag piuttosto che un altro, ma questi non sono significativi da un punto di vista statistico. La caratteristica specifica del nostro algoritmo di classificazione è che noi leggiamo ogni volta un piccolo campione dei tweet che scarichiamo, in modo tale da aggiornare l’algoritmo di analisi testuale rispetto ai cambiamenti di linguaggio, alle allusioni, all’ironia, ai paradossi, alle nuove forme verbali che sono create per scherzare, prendere in giro, appoggiare un candidato. Attraverso Twitter i sostenitori dei vari candidati alle primarie hanno comunque anticipato l’ordine in cui si sono poi effettivamente classificati. Quindi nessuna sorpresa per noi, e nessun errore da parte di Twitter.

 

Giovedì si sono concluse le Parlamentarie del M5S. Che cosa ne pensa del modo in cui il movimento di Grillo usa i social network?

 

E’ senz’altro interessante, come quello di altri analoghi movimenti in Europa. Le Parlamentarie hanno suscitato una serie di polemiche da una parte dei militanti soprattutto sulle caratteristiche tecniche. Dal punto di vista della struttura, non sono state in realtà molto diverse dalle primarie del centrosinistra. C’è un gruppo di persone, un club più o meno esteso, che si registra prima che avvengano le votazioni e quindi codifica l’identità di chi può votare, e poi esprime il suo voto attraverso un mezzo specifico che non è il voto cartaceo ma quello elettronico.

 

Secondo alcuni il voto elettronico sarebbe meno trasparente di quello cartaceo …

 

Tutte le obiezioni sul mezzo sono lecite, ma dal punto di vista concettuale le Parlamentarie non sono primarie diverse dalle altre. La differenza è che chi vota alle Parlamentarie è soltanto la popolazione che ha accesso alla rete, e quindi bisognerebbe chiedersi se non si stia escludendo una fetta rilevante degli elettori. La risposta del M5S è che è giusto che votino soltanto quanti si sono mobilitati utilizzando la rete. Probabilmente questo sarà sempre più vero, e quindi la distorsione sarà sempre più bassa.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.