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ELEZIONI 2013/ Così Twitter manda in pensione i vecchi sondaggi

Un algoritmo in grado di realizzare i sondaggi d’opinione e prevedere i risultati delle elezioni basato su Twitter e sugli altri new media come Facebook. GIUSEPPE PORRO spiega come funziona

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Un algoritmo in grado di realizzare i sondaggi d’opinione e prevedere i risultati delle elezioni basato su Twitter e sugli altri social media. Si chiama “Voices from the Blog” ed è stato messo a punto da quattro professori, Giuseppe Porro dell’Università dell’Insubria, Stefano Iacus, Luigi Curini e Andrea Ceron della Statale di Milano. A dimostrazione dell’importanza del progetto nei giorni scorsi Michael Slaby, Chief Innovation and Integration Officer della campagna elettorale di Obama, l’uomo chiave della vittoria del Partito Democratico alle elezioni presidenziali americane, è intervenuto in un convegno all’Università statale di Milano proprio per incontrare gli inventori di “Voices from the Blog”. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Porro per farsi raccontare le novità del progetto.

In che modo Twitter può essere utilizzato per i sondaggi d’opinione?

Il nostro team di ricerca utilizza un algoritmo di classificazione testuale per analizzare l’opinione pubblica espressa attraverso la rete, i blog o i social media, e in particolare Twitter. Abbiamo iniziato questo lavoro poco più di un anno fa, applicandolo ai temi più diversi. Abbiamo accumulato una serie di dati sulla cui base oggi siamo in grado di dire che l’espressione delle opinioni attraverso la rete, e in particolare attraverso Twitter, pur non riguardando un campione statisticamente rappresentativo della popolazione nazionale, in realtà finisce per essere molto vicina alle preferenze espresse nel segreto dell’urna, o comunque all’opinione pubblica complessiva studiata attraverso i sondaggi tradizionali.

Di recente vi siete incontrati con il guru di Obama, Michael Slaby. Che cosa vi siete detti?

Slaby è stato il responsabile della campagna elettorale di Obama per quanto riguarda i new media. Gli abbiamo chiesto per quale ragione la strategia di Obama sia risultata vincente su quella di Romney, e la sua tesi è che i Repubblicani hanno perso per l’inesperienza nell’usare i social media. Slaby ha spiegato di non avere integrato due diverse campagne elettorali, quella sul terreno e quella attraverso i social media, ma di avere unificato i due aspetti. Al contrario i Repubblicani avevano due uffici diversi per le due campagne. Siccome quella determinata da Twitter e Facebook è una campagna molto più veloce di quella tradizionale, basarsi su due uffici differenti porta a reagire troppo tardi, cioè fa in modo che all’elettore arrivino messaggi potenzialmente diversi dai vari mezzi di comunicazione. Slaby e il suo team hanno adottato una strategia opposta, al punto che attraverso i social media hanno insegnato ai militanti a fare campagna attraverso i metodi tradizionali nei confronti di amici e familiari, quello che gli esperti definiscono il “second circle” del web.

Se i social network sono così importanti per le campagne elettorali, perché Bersani ha battuto Renzi nonostante quest’ultimo si sia basato molto di più sul web?