BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CASO PDL/ Mantovano: ecco perché lascerò Berlusconi e il Pdl

Pubblicazione:giovedì 27 dicembre 2012

Alfredo Mantovano con Mario Mauro (Foto: InfoPhoto) Alfredo Mantovano con Mario Mauro (Foto: InfoPhoto)

Sono certamente grato al Pdl per avermi dato la possibilità, insieme a tanti altri colleghi, di poter intraprendere queste battaglie che, dal mio punto di vista, sono state d’avanguardia nel corso degli anni. Detto questo, però, negli ultimi tempi era ormai chiara una certa indifferenza, se non peggio, nei confronti di questi principi: penso ad alcune dichiarazioni di uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, ma soprattutto giudico in modo gravissimo che non sia stato fatto nulla nella discussione alla Camera per impedire la legalizzazione dell’incesto.

Come giudica l’attuale operato di Berlusconi, in particolare riguardo la presunta alleanza con la Lega?

Bisogna innanzitutto vedere se davvero questa alleanza potrà reggere fino alla fine, visto che il segretario della Lega, fino a questo momento, non ha espresso particolare attenzione per una candidatura a premier di Berlusconi. La mia personale esperienza con Maroni al ministero dell’Interno è stata estremamente positiva, ma credo che oggi non debba prevalere un certo tipo di rapporto esistente fino a un recente passato, ma più che altro l'aspetto contenutistico.

Di che tipo?

La Lega mette sul piatto della bilancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Lombardia, annunciando in modo quanto mai chiaro che il proprio obiettivo è quello di realizzare la macroregione del Nord, con tutte le conseguenze di una scelta di questo tipo. Credo quindi che il prezzo da pagare sia decisamente troppo alto.

Come giudica invece l’operato di Mario Mauro in Europa e cosa pensa di un eventuale PPE in Italia?

Credo sia semplicemente la strada giusta da percorrere. In un sistema istituzionale in cui larga parte di ciò che interessa la nostra vita quotidiana è esito di decisioni prese in sede europea, più che in quelle nazionali, è ovvio che questo debba avere un riflesso sul piano politico. E’ per questo motivo che quello che sta facendo Mario Mauro è esattamente il lavoro che deve assolutamente essere portato avanti.

 

(Claudio Perlini)




© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
28/12/2012 - Dimenticando Berlusconi si può ancora sperare (Michele Tringali)

Il destino del PDL è segnato dallo stato confusionale del suo capo, ma le risorse che il PDL ha saputo e può ancora esprimere possono reinterpretarsi, purché lo facciano in modo tempestivo, cioè ora. Le elezioni anticipate sono una grande benedizione per far pulizia in casa propria. Non è detto che il prof. Monti sia il miglior traghettatore disponibile sulla piazza, ma è una opportunità finalmente concreta per limitare i danni. Si può di nuovo sperare. Nel mio piccolo ho deciso per chi votare

 
27/12/2012 - Una persona seria (Luca Rossini)

Ho sempre ritenuto l'on Mantovano una persona seria, e il fatto che ora decida di lasciare un partito che ha tradito gli ideali in cui crede lui e molti elettori PDL sia la logica conseguenza. Passare da De Gasperi al laicismo di Bondi non ce lo meritiamo. Meglio Monti, che avrà i suoi difetti come tutti, ma che almeno ha una chiara visione ideale e a favore delle nuove generazioni. Sui "principi non negoziabili" ci sarebbe da discutere molto, ma concordo con l'on Mantovano che ormai nessuno degli schieramenti dà garanzie sufficienti. E' diventata dura per i cattolici: d'altra parte la secolarizzazione della società non poteva che portare, prima o poi, anche alla secolarizzazione della politica.

 
27/12/2012 - Qualcuno mi può spiegare perchè? (claudia mazzola)

Da che seguo i nostri governanti vedo uomini politici che continuano a cambiare partito, destabilizzando così anche noi elettori. La fanno facile come cambiar moglie!

 
27/12/2012 - Ci stiamo svegliando? (Diego Perna)

Il commento dell sig. Bruschi, e non solo il suo, mi fa credere che forse ci stiamo svegliando, stiamo aprendo finalmente gli occhi e cominciamo, prima a vedere,poi a capire e finalmente ad avere la coscienza di ciò che in Italia è successo e succede da anni. Era ora!

 
27/12/2012 - Non lista Italia, ma "ascolto dell'Italia" (Bruschi Franco)

Ma come è possibile che l'On Mantovano, che pure stimo, sia preoccupato unicamente di lasciare il PDL per passare a una ipotetica lista Italia a sostegno dell'agenda Italia, aggiornamento dell'agenda Monti? Questo teatrino della politica mi ha veramente nauseato, il problema oggi sembra essere: "Sto con Berlusconi o sto con Monti?" e non: "Mi metto in una posizione di ascolto, di sostegno, di servizio alle esperienze, ai suggerimenti che emergono da chi è seriemente impegnato nella difesa di certi ideali o di certi principi e valori non negoziabili e quotidianmente rischia in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro, rinnovando la sua azione alla luce dei suddetti ideali. Da molti anni sono impegnato dentro e fuori dalla scuola a portare avanti una azione educativa fondata sull'educazione della ragione, della libertà e dell'affettività, così come ho imparato da grandi maestri che ho incontrato nella mia vita. Cosa interessa alla politica questo tentativo e quello di tanti altri educatori che a partire magari da strade e percorsi diversi propongono alle nuove generazioni una esperienza umana come ipotesi di risposta alle loro attese? Si fanno riforme solo a tavolino. Peggio si creano ostacoli e si costringono alla chiusura scuole paritarie in cui si attua una valida esperienza educativa perchè senza sostegno economico e gravandole di nuove tasse come l'IMU. On. Mantovano non c'è bisogno della lista Italia, ma di ritornare ad scoltare l'Italia "viva" e responsabile. F.Bruschi