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Politica

CASO PDL/ Mantovano: ecco perché lascerò Berlusconi e il Pdl

“Lasciare il Pdl? Più che un rischio mi sembra ormai un’elevata probabilità”. ALFREDO MANTOVANO si dice pronto ad allontanarsi dal Popolo della Libertà per seguire l'Agenda Monti

Alfredo Mantovano con Mario Mauro (Foto: InfoPhoto)Alfredo Mantovano con Mario Mauro (Foto: InfoPhoto)

“Lasciare il Pdl? Più che un rischio, mi sembra ormai un’elevata probabilità”. L'ex sottosegretario Alfredo Mantovano, contattato da IlSussidiario.net, si dice pronto ad allontanarsi dal Popolo della Libertà, da Alfano e da Berlusconi per abbracciare una volta per tutte i contenuti e gli obiettivi della cosiddetta Agenda Monti, proposta dall’ex premier in vista delle elezioni. “In una maniera tutto sommato abbastanza singolare - ci spiega Mantovano - nel novembre del 2011 il Pdl ha scelto di appoggiare il governo presieduto da Mario Monti, poi confermato per un anno abbondante. Successivamente, ancora una volta senza una plausibile ragione, tale fiducia è stata revocata, proprio mentre sia il presidente Berlusconi che il segretario Alfano definivano Monti il candidato ideale di uno schieramento moderato”. Lo scorso 16 dicembre è anche andata in scena la manifestazione “Italia Popolare”, in cui “gran parte del Pdl riteneva altamente plausibile l’ipotesi della formazione di uno schieramento ampio, alternativo alla sinistra, guidato proprio da Monti”.

Poi cos’è successo?

Sinceramente non l’ho capito neanche io. Improvvisamente questa richiesta è stata modificata, tutto lo scenario è cambiato e oggi ci ritroviamo in questa situazione.

Come mai in questi giorni ha definito “interessante” l’Agenda Monti?

Credo sia un documento da tenere in seria considerazione e su cui attivare un confronto e un approfondimento. La sua sostanza è assolutamente condivisibile perché si muove in linea con ciò che ha compiuto non solo l’attuale governo, ormai al termine della sua esperienza, ma anche quello precedente nell’ultima fase della sua attività. Visto che oggi una delle maggiori ragioni di difficoltà è il contrasto con un’eccessiva ingerenza dell’Europa, vorrei capire come mai tale argomento non è stato attivato per tempo, essendo stato solo Monti, nel vertice europeo di fine giugno, a porre un freno a una direzione dell’Unione europea fortemente egemonizzata dalla Germania.

Cosa sta cercando di dire?

Che tutto questo lavoro non può durare solamente pochi mesi e che fino ad ora ne abbiamo visto solo le fondamenta. Ovviamente tutti i lavori in cui si scava invece di costruire inevitabilmente possono creare dei problemi, ma senza fondamenta un palazzo non potrà mai essere costruito: è poi singolare, come ho già detto, che chi ha concorso alla costruzione di questa base, vale a dire il Pdl, oggi sembra impostare la propria linea in una chiave totalmente differente.

Cosa può dirci del suo futuro politico?

Sarà interessante capire se, come davvero sembra, all’Agenda per l’Italia sarà collegata anche una lista per l’Italia, a meno che non sia ovviamente la semplice dilatazione di qualcuna delle forze politiche che nel suo insieme aderisce a questo progetto. Ben venga quindi una lista aperta al contributo di esperienze diverse legate da questa condizione contenutistica e da eventuali ulteriori proposte, mentre al contrario mi ritengo poco interessato al semplice passaggio da un partito a un altro, quindi dal Pdl all’Udc, tanto per essere schietti.

Lei ha detto di sperare che “tanti colleghi possano condividere quest'esperienza”. Chi crede possa presto imitarla?

Naturalmente ognuno possiede responsabilità e intelligenza adeguati per prendere le proprie decisioni, ma è ovvio che di fronte a una campagna elettorale che appare fortemente antieuropeista e che utilizza determinati toni saranno in molti a ritrovarsi in difficoltà. Ognuno farà la propria scelta, questo è ovvio, ma non credo che siano tanti coloro che oggi riescono a vivere tranquillamente il fatto di rimanere nel Pdl. Naturalmente rispetto questi dubbi e mi auguro che, almeno un domani, si possa arrivare a una riflessione diversa.

Crede riuscirà comunque a portare avanti le sue battaglie sui valori etici al di fuori di un partito come il Pdl?


COMMENTI
28/12/2012 - Dimenticando Berlusconi si può ancora sperare (Michele Tringali)

Il destino del PDL è segnato dallo stato confusionale del suo capo, ma le risorse che il PDL ha saputo e può ancora esprimere possono reinterpretarsi, purché lo facciano in modo tempestivo, cioè ora. Le elezioni anticipate sono una grande benedizione per far pulizia in casa propria. Non è detto che il prof. Monti sia il miglior traghettatore disponibile sulla piazza, ma è una opportunità finalmente concreta per limitare i danni. Si può di nuovo sperare. Nel mio piccolo ho deciso per chi votare

 
27/12/2012 - Una persona seria (Luca Rossini)

Ho sempre ritenuto l'on Mantovano una persona seria, e il fatto che ora decida di lasciare un partito che ha tradito gli ideali in cui crede lui e molti elettori PDL sia la logica conseguenza. Passare da De Gasperi al laicismo di Bondi non ce lo meritiamo. Meglio Monti, che avrà i suoi difetti come tutti, ma che almeno ha una chiara visione ideale e a favore delle nuove generazioni. Sui "principi non negoziabili" ci sarebbe da discutere molto, ma concordo con l'on Mantovano che ormai nessuno degli schieramenti dà garanzie sufficienti. E' diventata dura per i cattolici: d'altra parte la secolarizzazione della società non poteva che portare, prima o poi, anche alla secolarizzazione della politica.

 
27/12/2012 - Qualcuno mi può spiegare perchè? (claudia mazzola)

Da che seguo i nostri governanti vedo uomini politici che continuano a cambiare partito, destabilizzando così anche noi elettori. La fanno facile come cambiar moglie!

 
27/12/2012 - Ci stiamo svegliando? (Diego Perna)

Il commento dell sig. Bruschi, e non solo il suo, mi fa credere che forse ci stiamo svegliando, stiamo aprendo finalmente gli occhi e cominciamo, prima a vedere,poi a capire e finalmente ad avere la coscienza di ciò che in Italia è successo e succede da anni. Era ora!

 
27/12/2012 - Non lista Italia, ma "ascolto dell'Italia" (Bruschi Franco)

Ma come è possibile che l'On Mantovano, che pure stimo, sia preoccupato unicamente di lasciare il PDL per passare a una ipotetica lista Italia a sostegno dell'agenda Italia, aggiornamento dell'agenda Monti? Questo teatrino della politica mi ha veramente nauseato, il problema oggi sembra essere: "Sto con Berlusconi o sto con Monti?" e non: "Mi metto in una posizione di ascolto, di sostegno, di servizio alle esperienze, ai suggerimenti che emergono da chi è seriemente impegnato nella difesa di certi ideali o di certi principi e valori non negoziabili e quotidianmente rischia in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro, rinnovando la sua azione alla luce dei suddetti ideali. Da molti anni sono impegnato dentro e fuori dalla scuola a portare avanti una azione educativa fondata sull'educazione della ragione, della libertà e dell'affettività, così come ho imparato da grandi maestri che ho incontrato nella mia vita. Cosa interessa alla politica questo tentativo e quello di tanti altri educatori che a partire magari da strade e percorsi diversi propongono alle nuove generazioni una esperienza umana come ipotesi di risposta alle loro attese? Si fanno riforme solo a tavolino. Peggio si creano ostacoli e si costringono alla chiusura scuole paritarie in cui si attua una valida esperienza educativa perchè senza sostegno economico e gravandole di nuove tasse come l'IMU. On. Mantovano non c'è bisogno della lista Italia, ma di ritornare ad scoltare l'Italia "viva" e responsabile. F.Bruschi