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MAGISTRATI IN POLITICA/ Grasso, Ingroia & co.: è ora di separare le carriere...

Pietro Grasso - Infophoto Pietro Grasso - Infophoto

Appunto, andrebbe cambiata. Stabilendo che non si possa tornare indietro. E che, quantomeno, ci sia tra il periodo passato in magistratura e la discesa in campo un periodo di decantazione di diversi anni. Peccato che tutto ciò sia fantascienza.

Perché?

La politica non è nemmeno in grado di riformare il porcellum o la disciplina sulla diffamazione, figuriamoci se riesce a metter mano ad un argomento così controverso. Già vent’anni fa scrivevo e affermavo le stesse identiche cose. Non è cambiato nulla. Anzi. Nel frattempo la storia ci ha regalato personaggi come Di Pietro e De Magistris. Del resto, la nostra magistratura ha una visibilità impensabile nel resto del mondo; giudici e pm, se vogliono, hanno la strada spianata verso il Parlamento.

Dove ha origine il fenomeno?

Il terrorismo, la mafia e Tangentopoli hanno moltiplicato l’eco mediatica degli atti della magistratura. Alcuni hanno sfruttato tutto ciò a proprio vantaggio. Non dimentichiamo che la politica, dal canto suo, è stata incapace di autoriformarsi, di porre fine al malcostume e alla malversazioni. Si è creato un vuoto, in cui la magistratura ha potuto facilmente auto-erigersi ad autorità morale. 

 

(Paolo Nessi)

 

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COMMENTI
28/12/2012 - octopus (Claudio Baleani)

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Ecco perché i magistrati si candidano per andare in parlamento: sono andati al cinema a vedere Spider Man. E alla fine c’hanno creduto. E così Grasso, l’uomo che risponde solo alla sua coscienza, va in parlamento a sconfiggere il perfido Octopus. Quanto a Ingroia non so che dire. Non sono riuscito a individuare su quale film vive. Twilight?

 
28/12/2012 - commento (francesco taddei)

le riflessioni di zurlo non potrebbero farsi anche per i giornalisti? l'ex sindaco della mia città, oltre ad essere sindaco per due mandati, è stato anche parlamentare e poi è tornato al suo posto di giornalista rai. secondo me occorrerebbe interrogarsi anche su questo.