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STEFANO DAMBRUOSO/ Anche il pm antiterrorismo chiede l’aspettativa. Si candiderà con Monti?

Anche il pm antiterrorismo, dopo Antonio Ingroia e Pietro Grasso, ha inviato anche lui una richiesta di aspettativa al Csm per motivi elettorali. Si candiderà alle prossime elezioni

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E’ tempo di candidature, in questi giorni, anche per i magistrati. E non magistrati qualsiasi, ma pezzi grossi del calibro di Antonio Ingroia, Pietro Grasso e, adesso, anche Stefano Dambruoso. Il pm antiterrorismo ha inviato anche lui una richiesta di aspettativa al Csm per motivi elettorali. L’organo di autogoverno della magistratura, come nei due casi precedenti, ne prenderà atto e si esprimerà in merito il prossimo 7 gennaio. Si tratta, prevalentemente, di una mera formalità. Non vi sono, infatti, impedimenti legali alla candidatura di un membro della magistratura. Il Csm, in sostanza, si limiterà a ratificare una decisione già presa senza, oltretutto, avere la possibilità di esaminarla nei particolari. Dambruoso, attualmente, è fuori ruolo mentre, a ottobre, ha firmato il manifesto di Italia Futura, la formazione che fa capo a Montezemolo. Ha anche ricevuto una proposta da parte di Albertini per candidarsi nella sua lista per un seggio in regione. Tuttavia, per il momento, non ha ancora deciso con chi scenderà in campo. Il fatto che sia il responsabile del settore giustizia del think thank di Montezemolo lascia presumere che, con ogni probabilità, quantomeno correrà per sostenere la candidatura di Monti e Palazzo Chigi. «Bisogna richiedere l'aspettativa entro quella data per motivi tecnici. Io mi riservo di vedere cosa uscirà in questi giorni», si è limitato a dichiarare, ammettendo, rispetto alla suo coinvolgimento con in montezemoliani: «certo, sono impegnato in quell'area». Una strada praticamente segnata, si direbbe. Dambruoso, infatti, ha spiegato che la sua volontà di candidarsi alle elezioni è nata in seguito alla partecipazione a Italia Futura, mentre il lancio dell’Agenda Monti ne avrebbe confermato le intenzioni. In magistratura dal 1990, è stato nominato sostituto procuratore ad Agrigento due anni più tardi. Dal 1994 al 1996 ha esercitato presso la procura distrettuale di Palermo. Nel dicembre del 1996 è stato trasferito alla Procura della Repubblica del tribunale di Milano.