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UFFICIO PARLAMENTARE DI BILANCIO/ Baldassarri (Fli): un'autorità che rischia di nascere "zoppa"

Palazzo Madama Palazzo Madama

Io, insieme a pochi altri come il senatore Mauro Agostini del Pd, abbiamo notato che sarebbe stato meglio avere un organo monocratico al di sopra delle parti e pienamente responsabile dei giudizi e delle valutazioni che esprime. Un organo composto da tre commissari, è auspicabile che sia formato da persone competenti, capaci, autorevoli e al di sopra delle parti. Ma essendo in tre sia al momento della nomina sia in quello delle decisioni, si rischia qualche effetto di compromesso, mentre sui numeri della finanza pubblica non ci possono essere compromessi. Infatti la procedura prevista è che le commissioni parlamentari individuano dieci nomi, all’interno dei quali i due presidenti di Camera e Senato ne nominano tre. La scelta può quindi cadere su un commissario di destra, uno di sinistra e uno di centro, oppure, in riferimento alla teoria economica, su un monetarista, un keynesiano e un marxiano.

 

E quindi?

 

Si tratta di un sospetto e di un rischio, non è detto che avvenga così, ma quello che è certo è che l’organo monocratico avrebbe sgombrato il campo da questi sospetti e da questi rischi. Queste cose io le ho dette nell’aula del Senato, votando a favore ma motivando nell’intervento questi aspetti problematici. Ho votato però ugualmente a favore perché è meglio avere un organo che riferisce direttamente al Parlamento sull’andamento del bilancio pubblico, piuttosto che non averlo.

 

E’ davvero convinto che, creando questo organo dal 1978, l’Italia avrebbe evitato i suoi problemi di bilancio?

 

Sì, perché i governi dal 1978 a oggi non avrebbero avuto la possibilità di compiere i trucchi di bilancio che sono stati messi in atto, aggirando l’articolo 81 della Costituzione. Si sarebbe introdotta un’alta autorità senza il cui visto la legge non può essere aggirato.

 

(Pietro Vernizzi)

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