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MAGISTRATI IN POLITICA/ Caldarola: Grasso nel Pd? Un candidato "civetta" per oscurare Ingroia

Pubblicazione:sabato 29 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 29 dicembre 2012, 21.59

Pietro Grasso, Pierluigi Bersani - Infophoto Pietro Grasso, Pierluigi Bersani - Infophoto

Quando si entra in politica si diventa all’istante politici. Non esiste la figura del tecnico che rimane tale. Si dovrà pur sempre, infatti, chiedere voti a favore di una parte e contro un’altra. Sarebbe, quindi, preferibile che queste figure che hanno a lungo servito lo Stato svolgessero un ruolo diverso da quello del parlamentare. Non ci sarebbe niente di sconveniente, ad esempio, se venissero chiamate a far parte di un governo. In tal caso, la terzietà sarebbe salvaguardata.

Le idee che Grasso intende portare in Parlamento che incidenza sono destinate ad assumere?

Guardi, Gerardo D’Ambrosio, che una volta andato in pensione è entrato in Parlamento, intervistato di recente da Il Corriere Della Sera, ha definito l’esperienza deludente. L’attività parlamentare è profondamente diversa dai mestieri esercitati in precedenza e richiede la capacità di interpretare gli impulsi provenienti da una parte.

Come ritiene la decisione di candidare Grasso dal punto di vista del Pd?

Il Pd, in questa maniera, oscura la presenza di Ingroia nella Lista Arancione. In sostanza, il Pd di Bersani persegue la strategia di quello di Veltroni, indicando candidati civetta che, sulla base della loro collocazione sociale, dovrebbero attivare voti.

Quindi, Grasso porterà dei voti?

Personalmente, credo che i voti non si attirino con i candidati civetta, ma con delle proposte. Dipenderà, quindi, dalla capacità di Bersani di interpretare la proposta del partito. Le persone di cui si circonderà non sposteranno molti elettori. Detto questo, Grasso è indubbiamente un ottimo magistrato e una persona eccellente, e non si può fare altro che augurargli i migliori auguri.

Grasso ha ricevuto, in passato, offerte di candidatura anche da parte di Berlusconi. Difficile, quindi, identificarlo come un magistrato di “sinistra”. Perché Bersani ha deciso di candidare proprio lui?

Indubbiamente Grasso non ha un profilo di sinistra. Piuttosto, da conservatore illuminato. Sta di fatto che il profilo del partito non lo definisco i candidati, ma i leader. Quindi, Bersani. In Italia ci si dimentica che per capire se il candidato premier abbia i requisiti per poter governare il Paese occorre analizzare le sue caratteristiche, e non quelle dei suoi compagni di strada.  

 

(Paolo Nessi)



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