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MATTEO RENZI/ Caro sindaco, chi preferiva Berlusconi è ancora disposto a votarti

Pubblicazione:lunedì 3 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 3 dicembre 2012, 20.18

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Mentre nel Pd cominceranno le liste di proscrizione. I renziani stanno già cercandosi un lavoro, o un altro partito. Perché il più antipatico, e il più intelligente, D’Alema, non riuscirà a frenare il livore delle diverse Bindi, e sfruttare il nuovo per rendere più forte anche il vecchio.  Solo questa sete di vendetta potrebbe spingere Renzi a sciogliere la reiterata promessa di collaborazione, liberarsi dal Pd, e sfondare al centro, messo malino, e a destra, messa ben peggio. Bisogna vedere quante energie e fiducia e soldi gli restano. Quanto pesa la sconfitta, sull’immaginario di chi aveva sperato l’exploit.

Certo, se la destra resta quella che appare, i suoi elettori avrebbero più di un motivo per buttarsi sul fiorentin fuggiasco, anche, purtroppo, a prescindere dai contenuti. Motivi semplici, facili da elencare. L’età, che non è poco. L’intelligente e sorridente e pungente comunicativa, a fronte della malinconica stanchezza del pur giovane Alfano, dell’oratoria tribunizia della Meloni, che pure è l’unica a saper scaldare una piazza. Il pensionamento di Berlusconi, un bel peso per mezzo arco parlamentare, che con Renzi troverebbe duro, mentre nello schema dualistico e manicheo destra- sinistra ci sguazza, e trova rinnovato vigore.

La novità, più tranquillizzante di quella rappresentata da Grillo e i grillini: l’uno fa paura, gli altri non si sa che possono fare. Va bene la protesta, ma si è più tranquilli ad affidarla a chi sceglie di spiegare, di parlare, girare, farsi conoscere, piuttosto che ai seguaci di una setta che attende imprimatur e diktat via twitter dal capo.

Più semplicemente, il centrodestra potrebbe scegliere Renzi, (qualcuno l’ha già fatto, e molti l’avrebbero fatto, se non gli fosse stato impedito) per disperazione. Non trovando altra scelta possibile. Certo, sarebbe la fine del centrodestra, come schieramento alternativo. Con il duo Bersani-Vendola, invece, l’accozzaglia di moderati (triste parola), di varia e variegata provenienza avrà forse modo e occasione di fare una sana opposizione, ricompattarsi, rinascere. Basterà attendere, ritemprando le forze, sula riva del fiume. Non ci vorrà una legislatura. Intera.



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