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INGROIA/ Barcellona: non sarà un Pm "solista" a liberarci dalla mafia

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Antonio Ingroia (InfoPhoto)  Antonio Ingroia (InfoPhoto)

Questo può anche essere vero. Ci dovrebbero essere cambiamenti, probabilmente nuovi modelli, ma la democrazia c'è quando ci si parla e ci si guarda in faccia. E oggi non si trova più nessuno dipsosto a farlo. Anche i giornalisti si limitano a messaggi, a schematizzazioni, magari senza neppure metter piede in Sicilia. Io non ho nulla contro le nuove tecnologie di comunicazione, ma la sola democrazia digitale non mi pare democrazia. Bisogna calarsi nella realtà concreta. Quando andavo a fare i comizi in certi quartieri delle città siciliane cercavo di parlare in dialetto, perché altrimenti vedevo le persone diffidenti.

Non le è apparso strano che a Palermo si intercettasse anche il procuratore capo? E che i colleghi che lavoravano con lui lo sapessero e non ne parlassero?

Effettivamente fa un certo effetto. Ma ormai il diritto alla riservatezza non esiste più, siamo praticamente tutti “nudi”, con una cultura del sospetto che dilaga. Su questo punto aveva ragione Leonardo Sciascia. A forza di sospetti generalizzati si è finiti con l'avvelenare la società italiana.


(Gianluigi Da Rold)

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