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PRIMARIE PD/ Caldarola: vi spiego il partito che Bersani ha in mente

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La Bindi, con la sua candidatura, ha contraddetto tutto quello che ha sempre sostenuto rispetto agli “anziani” della sua epoca, manifestando un’ostinata volontà di stare in campo. Credo, tuttavia che il suo cursus honorum si stia avviando a conclusione.

Anche Cesare Damiano sarà ricandidato

Damiano è un sindacalista moderato, molto legato a Piero Fassino. Legame che presumibilmente lo ha agevolato. Credo che possa svolgere un ruolo non indifferente nel gruppo parlamentare. Ma che non sarà chiamato al governo, pur avendone fatto parte.

Come valuta, invece, la vittoria di Pippo Civati?

Civati ha mostrato di avere una sua forza in Lombardia che lo ha lanciato sulla scena nazionale. Poteva incarnare, con Matteo Renzi, il ruolo del rinnovatore, ma ha preferito un’altra strada. Non escludo che, nel caso il Pd risultasse il primo partito, abbia una prospettiva di impegno parlamentare non di poco conto. Non farà parte del governo, ma restano diversi incarichi, in termini di commissioni, da distribuire.

Un altro giovane che ha deciso di competere è Stefano Fassina. Alcuni mesi fa era dato in pole position per il ministero dell’Economia. In caso di vittoria, potrebbe essere chiamato a svolgere un ruolo del genere?

Ministro dell’Economia mi sembra un po’ troppo. Non escludo, invece, che per quei ruoli Bersani possa tirare fuori nomi più robusti, quali quello di Frabrizio Barca. Che, pur non essendo candidato, ha un pedigree di peso. Vedo circolare tra i nomi del listino di Bersani anche quello di Pietro Reichlin, economista di prestigio. A Fassina, in ogni caso, potrebbe essere affidato un ministero minore.

La vittoria di Bobba, invece, potrebbe contribuire a sbilanciare la coalizione al centro?

Credo che quando Bersani comporrà il quadro di governo e gli organigrammi parlamentari dovrà stare attendo a rappresentare un Pd in cui c’è posto per tutti. Sia per le componenti a lui più vicine, che per quelle moderate, soprattutto di provenienza cattolica. Molti destini, quindi, si misureranno con la capacità del segretario di dare al Pd un volto plurale.

La Pollastrini, infine. E’ un po’ che non se ne sentiva parlare

La Pollastrini ha ottenuto un ottimo risultato che rivela come il suo legame con il mondo del Pd è forte e solido. E’ stata in ombra per un lungo periodo ma, evidentemente, ha saputo mantenere i collegamenti con quei personaggi di cui Bersani dovrà tener conto. 

 

(Paolo Nessi)

 



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