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PRIMARIE PD/ Caldarola: vi spiego il partito che Bersani ha in mente

Pubblicazione:lunedì 31 dicembre 2012

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Ancora non sono noti tutti dettagli dei risultati delle primarie del Pd per decidere chi sarà candidato al Parlamento. Spiccano, tuttavia, una serie di nomi la cui vittoria è ormai certa. Come quello di Rosi Bindi che, nel collegio di Reggio Calabria ha ottenuto 7.527 voti, dietro solamente al consigliere regionale Demetrio Battaglia che ne ha ottenuti 8.362. Quindi, ce l’ha fatta. L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, è stato il più votato a Torino, mentre Pippo Civati, consigliere regionale uscente, ha riscosso un grande successo nella provincia di Monza e Brianza, conquistando 5503 voti. Luigi Bobba, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, ha stravinto a Vercelli mentre a Milano la più votata è stata Barbara Pollastrini, già ministro per le Pari opportunità del secondo governo Prodi, che si è aggiudicata 4.527 consensi. Non ce l’ha fatta, invece, il renziano di ferro Giorgio Gori. Che, con 2500 voti, non ha potuto fare altro che augurarsi, su Twitter, che siano sufficienti per passare. Alla luce di questi dati, Peppino Caldarola ci aiuta a fare chiarezza sui connotati che assumerà il Pd in Parlamento.

Cosa è emerso, secondo lei, da queste primarie?

Le primarie, fino a questo punto, stanno premiando i dirigenti di partito; giovani o anziani che siano, ma pur sempre di lungo corso. Figure che hanno svolto ruoli sul territorio per molti anni. Il che è reso evidente dall’insuccesso di Giorgio Gori. L’ultimo arrivato, che non poteva disporre di un pacchetto di voti come i suoi competitori. Le primarie, quindi, non daranno grandi sorprese. Certo, il rinnovamento generazionale ci sarà. Molti dei candidati, infatti, erano 30-40enni. Tuttavia, l’operazione ha reso chiaro come la gara non era adatta per chi non ha mai fatto politica. Non è un caso che Bersani, per preservare alcuni personaggi, si sia riservato questa sorta di “riserva di caccia” rappresenta del listino.

Come il giornalista del Corriere della Sera, Massimo Mucchetti. Che contributo darà al Pd?

Tra i giornalisti economici è uno dei più seri, con buone entrature nel mondo economico milanese e, probabilmente, un antico rapporto con Bersani. Non so, tuttavia, che contributo oggettivo possa dare. Il Parlamento – e lo dica per esperienza diretta - è uno “schiacciasassi” dove i ruoli che contano sono solo una decina. Il resto si deve adattare ad un lavoro spesso oscuro e noioso, dove non sempre le competenze sono premiate.

Tra i nomi eccellenti che hanno vinto le primarie e saranno ricandidati, c’è quello di Rosi Bindi


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