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DIETRO LE QUINTE/ D'Alimonte: vi spiego perché Berlusconi non vuole la legge elettorale

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Il vero nodo politico risiede nel fatto che Berlusconi, ad oggi, non ha nessuna intenzione di portare a compimento la riforma.

Pare che preferisca  mantenere lo schema invariato perché, con il Porcellum, potrebbe decidere lui i candidati del suo partito.

Le sue intenzioni sarebbero proprio queste. E’ pur vero che il Porcellum consentirebbe al Pd di ottenere quel premio che gli garantirebbe una maggioranza parlamentare.

Quindi?

Semplicemente, Berlusconi attende l’evolversi delle quadro; sia tenersi l’attuale legge che modificarla presentano dei pro e dei contro. E li sta analizzando tutti. La riforma elettorale, se si farà, si farà all’ultimo minuto dell’ultimo giorno a disposizione. Se, per intenderci, si votasse a marzo, dovrebbe essere varata entro i primi di gennaio.

Pare, in ogni caso, che neppure Bersani disdegnerebbe il mantenimento del Porcellum. Per gli stessi motivi di Berlusconi. E’ verosimile un patto tra i due per mantenere tutti invariato?

Un patto, no. Tutt’al più, una tacita convergenza di interessi.

Come reagirebbero gli elettori se la legge non fosse varata?

Molto dipenderà da come i partiti riusciranno a giustificare questa decisione, e da chi metteranno in lista. Sta di fatto che l’antipolitica è già montata ed è galoppante, l’astensionismo è elevato a prescindere dalla legge elettorale. Della quale agli elettori - nonostante sia decisiva per definire la governabilità di un Paese - interessa in realtà ben poco. Tanto più se hanno ben altri problemi, quali la difficoltà ad arrivare a fine mese.

 

(Paolo Nessi)

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