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Politica

CRISI DI GOVERNO (?)/ Dl Sviluppo. il Pdl non voterà neanche alla Camera

Dopo non aver votato al Senato, il Pdl ha fatto sapere che non prenderà parte al voto sul decreto sviluppo neanche alla Camera. Continua il braccio di ferro con il governo

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Il Pdl ha dato ordine di non partecipare al voto sul decreto sviluppo neanche alla Camera, dopo aver rifiutato di votare questa mattina al Senato. Lo ha fatto sapere l'onorevole Cicchitto: "Sulla base di una valutazione politica generale che va al di là del merito del provvedimento riguardante i costi della politica negli enti locali, abbiamo deciso di astenerci oggi pomeriggio sul voto di fiducia per marcare la nostra posizione fortemente critica sulla sua politica economica". Atteggiamento di rivolta contro il governo dunque confermato e che continua, dopo le polemiche in seguito alle parole del ministro Passera sull'annunciato possibile ritorno di Berlusconi come candidato alle elezioni del centrodestra. Una idea che a Passera non è piaciuta, commentando in diretta al programma tv Agorà che decisioni del genere, ritornare cioè al passato, non piacerebbero all'Europa. Ha poi aggiunto che il baratro su cui si troverebbe l'Italia (secondo quanto detto sempre da Berlusconi) sarebbe solo una conseguenza delle politiche dei governi degli ultimi dieci anni, cioè quelli dello stesso Berlusconi in larga parte. Parole che hanno provocato l'immediata reazione del Pdl. La conseguenza è stato il rifiuto di votare proprio il decreto stabilità, decreto che fa capo a Passera, quasi una ritorsione. Nonostante l'astensione del maggior partito di maggioranza, la fiducia al decreto è passata lo stesso. L'azione del Pdl è stata fortemente criticata dal Pd, che nelle parole di Bersani e di Anna Finocchiaro hanno detto trattarsi di irresponsabilità: necessario inoltre che Monti si rechi al Quirinale perché è in atto una crisi di governo. Si è tenuto intanto nelle prime ore del pomeriggio un nuovo vertice della direzioen del Pdl, a cui è stato invitato anche Guido Crosetto che era statao protagonista questa mattina di un significativo episodio in diretta televisiva. Partecipando al programma Omnibus si era alzato in piedi lasciando lo studio perché, aveva detto, troppo confuso da quello che stava succedendo all'interno del Pdl dopo le dichiarazioni di Berlusconi. Aveva anzi precisato: sono stufo, mi sono rotto. Sembra che lo stesso Berlusconi gli abbia telefonato chiedendogli di prendere parte al vertice.