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Politica

VERTICE PDL/ Berlusconi: il partito mi chiede di tornare, l'Italia è sull'orlo del baratro

Nota ufficiale di Silvio Belrusconi a diverse ore dalla conclusione del vertice del Pdl di ieri: il partito mi chiede di tornare per salvare una Italia sull'orlo del baratro

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Secondo le prime dichiarazioni rilasciate ieri sera dopo il vertice del Pdl, durato diverse ore, la riunione si era conclusa con la volontà di rafforzare il centro destra in vista delle prossime elezioni e l'appuntamento a un nuovo vertice in tempi stretti. Lo stesso Alfano si era espresso in modo preciso sulla conclusione del vertice: una discussione proficua, aveva detto, in un clima costruttivo per rilanciare il Pdl in vista delle prossime elezioni. Tutto bene, apparentemente. Invece in queste prime ore di oggi si scoprono i reali contenuti del vertice. Una nota ufficiale rilasciata da Silvio Berlusconi parla chiaro e azzera le speranze di tutti quanti dentro al partito speravano in un cambiamento definitivo, in una nuova leadership, in primarie destinate ad aprire nuovi scenari. In molti dentro al partito mi chiedono di tornare alla politica, l'Italia è sull'orlo del baratro,dice l'ex premier. Berlusconi ha sentito il bisogno di rilasciare queste dichiarazioni dopo aver letto una agenzia che gli avrebbe attribuito frasi che considera inventate e surreali, cioè che non si sarebbe candidato perché quelli del suo partito non lo vogliono. Invece, dice, la realtà è l'opposto: è assediato dalle richieste dei suoi affinché annunci al più preso il suo ritorno in campo. Questo il messaggio sostanziale: Berlusconi si sente in dovere di tornare a salvare il paese. Dice di essere assediato dalle richieste dei suoi "perché annunci al più presto la mia ridiscesa in campo. La situazione oggi è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo". Una situazione così grave, spiega, che non può consentire rimanga tale: questa situazione "determinerà le scelte che prenderemo assieme nei prossimi giorni". La situazione di cui parla l'ex premier è quella di una economia allo stremo con un milione di disoccupati in più, il debito pubblico in aumento, "il potere d'acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l'Imu. Le imprese che chiudono, l'edilizia crollata, il mercato dell'auto distrutto. Non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così. Sono queste le dolorose constatazioni che determineranno le scelte che tutti insieme assumeremo nei prossimi giorni". Dichiarazioni queste di Berlusconi che se non sono ancora la dichiarazione ufficiale di candidatura e che suonano ancora attendiste, suonano come la liquidazione definitiva del tentativo fatto dal segretario Alfano di aprire una nuova stagione del partito.