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DIETRO LE QUINTE/ I "conti" di Berlusconi nella sesta discesa in campo

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Chi la pensa diversamente, come l’ala cattolico-ciellina capeggiata da Mario Mauro e Roberto Formigoni, oppure gli ex AN di La Russa e alemanno sono davanti ad un bivio. Accodarsi, o andarsene. I filo-montiani dichiarati il divorzio l’hanno già di fatto consumato, votando sì al governo, mentre il PDL si asteneva sulla fiducia. E’ il caso di un Pisanu, di un Frattini o di un Cazzola. Altri potrebbero seguire a breve, magari per tentare di trovare rifugio sotto le bandiere di Casini e Montezemolo. Del resto, lo spazio sulla scialuppa di salvataggio è poco, e non basta per tutti. Del rischio di un big bang di un partito che solo quattro anni fa aveva raggiunto il 38 per cento il suo leader pare non preoccuparsi più di tanto.
Berlusconi ha fatto una scelta precisa: punterà a raccogliere consensi nell’area vasta degli scontenti di questo governo, e dell’Europa che ci costringe a tirare la cinghia. Un’area sinora gonfia di elettori orientati verso l’astensione, perché insoddisfatti dall’offerta politica rappresentata solamente da leghisti e grillini.
In teoria, quindi, uno spazio politico ci sarebbe. In teoria, appunto, perché è tutta da verificare la credibilità di questo ritorno. Si profila una campagna elettorale all’arma bianca, una lotta senza esclusione di colpi, nonostante che Napolitano tenterà di tutto per evitare che la situazione degeneri. Resta da vedere se agli italiani il sesto sequel della serie “Il candidato Berlusconi” risulterà gradito, o se prevarrà un senso di nausea.

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COMMENTI
07/12/2012 - elezioni (Duilio Sala)

E io dovrei votare un candidato afflitto da un evidente principio di Alzheimer? Non scherziamo!