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IL PUNTO/ I 40 giorni che hanno "risuscitato" il Cavaliere

Mario Monti (InfoPhoto) Mario Monti (InfoPhoto)

Ieri Berlusconi non è solo tornato in campo, non solo ha fatto prendere le distanze dal “governo dei tecnici” da parte di un frastornato Pdl (con alcuni deputati come Frattini, Cazzola, Pisanu che non hanno seguito l'ordine del Cavaliere), ma ha di fatto esautorato la maggioranza astenendosi sulla fiducia al “governo”, riservandosi solo l'approvazione dei provvedimenti. Ha così creato una situazione istituzionale anomala: c'è ancora un governo senza più la maggioranza; ci sono meno di dieci giorni di tempo per preparare una nuova legge elettorale; viene approvato una legge sulla “incandidabilità” alle elezioni che cerca di “salvare capre e cavoli”; c'è una confusione politica e istituzionale senza precedenti. E, come un pokerista consumato “piatto ricco, mi ci ficco”, il cavaliere ha preso la palla al balzo per radicalizzare lo scontro, ultima chance di un protagonismo politico durato ben venti anni.
Oggi dovrebbero esserci dei chiarimenti, con un colloquio al Quirinale tra il Presidente della Repubblica e Angelino Alfano, formalmente ancora leader del Pdl. Che cosa può nascere da questo incontro?
Una ricomposizione della maggioranza per portare il governo alla scadenza naturale? A questo punto, le previsioni possono interessare i bookmakers inglesi più che gli osservatori politici onesti. In questo modo, di fatto, si apre una campagna elettorale con quattro soggetti politici. Il favorito “alla minoranza relativa”, Pier Luigi Bersani; il jolly Beppe Grillo, che esiste sempre insieme all'astensionismo nonostante alcune notizie rassicuranti dei sondaggisti; il Cavaliere Berlusconi pronto a dare battaglia a tutto campo contro i “resti” del comunismo e il fallimento dei “tecnici”; un soggetto di centro, tutto da formare e con poco appeal in uno scontro di questo tipo. C'è un clima da “tempesta perfetta”, dicono molti osservatori e speriamo che siano pessimi aruspici. Ma è chiaro che la crisi politica italiana, unita alla crisi economica, difficilmente si può sanare ormai con appelli alla buona volontà, al senso etico, alla responsabilità e a qualche pennellata di ipocrisia.

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