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SCENARIO/ Giannino: ecco perché Berlusconi vuole un'Italia debole

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Silvio Berlusconi (InfoPhoto)  Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

La capitolazione del governo dovrebbe essere imminente. Potremmo sostenerlo con certezza se gli eventi avessero assunto una piega razionale. Ma la decisione del Pdl di ieri è stata tutt’altro che razionale. La sottrazione dei voti alla strana maggioranza di governo, che ormai non può più dirsi tale, è priva di un reale obiettivo. Cade il governo. Si va a elezioni. E poi? Cosa ci guadagna il Pdl? In sostanza, tutto ancora può accadere. Di sicuro, c’è che Berlusconi torna in campo. Lo ha annunciato ufficialmente il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Cancellate, quindi, le primarie. «Erano per la successione ma essendoci lui in campo non ha senso farle». Di sicuro, c’è anche il fatto che a perderci sarà la nostra già fin troppo frammenta economia. Ne abbiamo parlato con Oscar Giannino.

 

Come reagiranno i mercati finanziari al blitz del Pdl?

 

Fino a questo momento l’Italia, sul fronte dello spread, era stata ricollocata all’interno di un corridoio europeo. A fine luglio i differenziali di rendimento erano in aumento per le difficoltà dei Paesi “eurodeboli” e del persistere di un’assenza di risposta cooperativa da parte degli “euroforti”; poi, arrivò l'annuncio di Draghi: “faremo tutto il necessario”. I mercati si fidarono e, l’istituzione degli aiuti Omt confermò tale fiducia. Ebbene, in questo contesto, il nostro Paese rischia di intraprendere un percorso laterale rispetto al corridoio europeo condiviso. I mercati punirebbero un’Italia che si mettesse in condizioni di instabilità. Tanto più che siamo considerati un potenziale detonatore dell’Eurozona.

 

Cosa intende?

 

Non siamo come la Grecia. Rappresentiamo il 19% dell’area. Per questo motivo, il timore che tutti potrebbero rimetterci se noi siamo instabili è maggiore rispetto a quello relativo agli altri Paesi.

 

Ci potrebbero essere ripercussioni sulla nostra economia reale?

 

Nelle condizioni in cui ci troviamo, considerando i record raggiunti nella perdita del potere d’acquisto delle famiglie, nella chiusura delle imprese e nel tasso di disoccupazione, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un ulteriore aggravio del costo del capitale delle imprese, inevitabile conseguenza dell’aumento dello spread.

 

Quindi?


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COMMENTI
07/12/2012 - Grazie, Giannino! (Giuseppe Crippa)

Colgo l’occasione per ringraziare Oscar Giannino per aver invitato stamane alla sua trasmissione su Radio 24 il card. Scola a riprendere il tema di una “sana laicità dello Stato”, trattato nel suo Discorso alla Città pronunciato ieri nella basilica di Sant’Ambrogio alla vigilia della festa del santo patrono di Milano e per associarmi a lui nell’auspicare che tanti parlamentari del PdL si assumano finalmente le proprie responsabilità verso gli elettori che li hanno votati nel 2008.