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INCANDIDABILITA’/ Zanon: ci hanno imposto una legge "inutile"

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In altri tempi, per intenderci, non sarebbe stato pensabile lasciare nelle liste o in Parlamento persone sottoposte a indagini o, addirittura, condannate . Tanto più che il comune sentire non lo avrebbe ammesso. Oggi, invece, non vi è alternativa al provvedere emanando nuove norme giuridiche. L’incandidabilità è prevista nel caso di condanne definitive.

Se l’intento era quello di dare un segnale politico, non era preferibile prevederla anche per condanne in primo o secondo grado?

Nell’impossibilità di avvalersi dell’autoregolazione, del costume politico o della deontologia, si è deciso di procedere per via legislativa. A quel punto, non si è potuto fare altro che rispettare l’Ordinamento: una sentenza della Corte costituzionale del ’96 afferma che le limitazioni all’elettorato passivo e all’accesso a cariche pubbliche - ritenuti diritti inviolabili – possano intervenire so lo in caso di condanne definitive. Si tratta di un bilanciamento tra i suddetti diritti ed un’esigenza collettiva: quella per cui chi ricopre funzioni pubbliche , elettive o meno, deve poterle esercitare con disciplina e onore.

Il numero di anni di pena e le fattispecie di reato necessarie per far scattare l’impossibilità di candidarsi potrebbero essere stati decisi prevedendo chi sarebbe rimasto fuori dal Parlamento?

Non credo. L’importante, in ogni caso, è che la norma sia conforme ai principi e espressi ed ai criteri contenuti nella legge delega originaria.

Non ci si potrà candidare per il doppio degli anni di interdizione dai pubblici uffici a cui si è stati condannati. Come valuta questa scelta?

Ritengo opportuno che l’incandidabilità sia temporanea. Trattandosi della limitazione di un diritto inviolabile, è giusto poterlo riacquistare laddove non si sia incappati in nuove vicende giudiziarie. Sull’entità temporale del provvedimento, invece, credo che le commissioni parlamentari preposte daranno a suo tempo le ragioni della decisione.

 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/12/2012 - commento (francesco taddei)

ci sono più di cento politici indagati o sotto processo, solo tre non potranno ricandidarsi. sempre che la legge passi.