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SONDAGGI/ Ecco quanto vale il ritorno in campo di Berlusconi

Un sondaggio pubblicato da Repubblica offre la possibilità di commentare dove vanno oggi i partiti. Lo fa ALESSANDRO AMADORI: anche con Berlusconi il centrodestra non va lontano

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Il quotidiano Repubblica ha riportato un sondaggio molto esteso sulle intenzioni di voto, da cui risultano dati che fondamentalmente si conoscono ormai da qualche tempo. Un Pd in grande crescita, che tocca percentuali molto alte, il 37, 8%, e un Pdl fermo al 18,2 come da tempo. Naturalmente, come ha spiegato Alessandro Amadori, sondaggista di Coesis a ilsussidiario.net,  le dichiarazioni di Berlusconi sul suo ritorno non hanno fatto in tempo a essere inserite in questo sondaggio. "Qualunque dichiarazione, anche di un personaggio come Berlusconi, risalente alle ultime ventiquattro ore o poco più, non può aver generato un movimento nelle intenzioni di voto. La singola dichiarazione non sposta mai sul brevissimo tempo un singolo voto". Amadori ci spiega invece gli scenari dietro il sondaggio di Repubblica e perché Berlusconi ha ragione quando dice di poter far raggiungere il 30% al Pdl con la sua candidatura. "Ma non basterebbe comunque a battere il centrosinistra", aggiunge.

Amadori, la sua opinione su questo sondaggio, partito per partito. Cominciamo dal Pdl: il 18,2% le sembra una percentuale realista?

Assolutamente: questo è il livello su cui si è plafonato il Pdl ormai se non da mesi da molte settimane. Un 18% scarso è il livello del Pdl di oggi.

Berlusconi ha detto che con lui candidato il Pdl può raggiungere il 30% dei consensi: che ne pensa?

C'è del vero in questa dichiarazione, perché bisogna capire una cosa: gli elettori non si volatilizzano come la neve al sole. Noi sondaggisti parliamo infatti di inerzia e viscosità del voto. Dal 1860 a oggi più o meno il rapporto tra l'elettorato di centro destra e quello di centro sinistra è rimasto - ripeto più o meno - lo stesso. Sono macro atteggiamenti di fondo che non cambiano repentinamente. L'elettorato di centro destra esiste ancora, non è che si è volatilizzato nel Pd o è diventato grillino.

Però da qualche parte sarà finito, visto che alle politiche del 2008 il Pdl prendeva il 37,4% dei voti.

Le spiego: è come immaginare che un musulmano diventi cristiano o viceversa. Le conversioni politiche ci sono ma riguardano una porzione limitata dell'elettorato diciamo il 5, il 6% del totale. Il che vuole che quando il 5 si sposta da una parte la differenza complessiva finisce per essere del 10 tra i due schieramenti. Se sono tutti e due al 50 se si sposta il 5 da uno all'altro il primo diventa il 55 e l'altro il 45, creando questa differenza complessiva di dieci punti che è una grande differenza. C'è dunque una parte di elettorato che si converte ma non si tratta di cifre enormi. Tornando all'elettorato di centro destra come mi chiedeva lei, esiste ancora, ma è passato in una situazione silente, non sono scomparsi.

Il sondaggio di Repubblica dice che il 44% degli elettori del Pdl preferisce Berlusconi e il 35,7% Alfano.

E' un dato realista anche questo e ci ricolleghiamo alla domanda di prima. In effetti il Pdl rifondato potrà tornare a pesare intorno al 30% come dice Berlusconi anche perché al centro destra cosa è rimasto: il Pdl, la Lega e la Destra. Mettendoli insieme la Lega al massimo può fare il 7% in una prospettiva di medio termine, la destra il 2. Se il Pdl fa il 30 insieme fanno il 39, diciamo il 40%. Alla fine è minoranza, ma ci dice che questa percentuale di elettori di centro destra in Italia ci sarà sempre.  Il rimanente dell'elettorato poi è diviso in un 50% tra centrosinistra e grillini  e il 10 al massimo per il centro. Direi uno scenario comunque pessimista per il centro destra.