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DIMISSIONI MONTI/ Un colpo di coda del Premier?

Pubblicazione:domenica 9 dicembre 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 9 dicembre 2012, 9.11

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto) Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto)

Lo stesso leader del centrosinistra, Pierluigi Bersani, pur garantendo la sua solidarietà a Monti e pur difendendo l’operato del governo, si impegna, in caso di vittoria, a creare un nuovo esecutivo con un programma che, dagli annunci, contiene elementi di discontinuità per nulla marginali. Sì a tenere i conti in regola, ma anche più equità, più giustizia sociale e qualche intervento per far ripartire la crescita del Paese. E soprattutto alleggerire la pressione fiscale sui ceti sociali più in difficoltà. 

Guardando allo scenario politico complessivo, si può dire che Silvio Berlusconi, per imporre la sua linea di ricomporre il centrodestra e di restare protagonista, ha forzato i tempi, ha fatto da battistrada per concludere, con poco anticipo, “l’anno sabbatico della politica”, ma molti altri premevano per un ritorno alle urne. Non crediamo che Beppe Grillo volesse aspettare ancora tanto tempo e neppure un protagonista della nascita della Seconda repubblica come Antonio Di Pietro (ieri urlava contro il governo sostenendo che lui aveva previsto il disastro) voleva aspettare. Per non parlare della Lega di Roberto Maroni e dello stesso alleato preferenziale di Bersani, il leader di Sel Nichi Vendola. Se si allarga poi lo sguardo alle forze sociali, non crediamo che la Cgil di Susanna Camusso facesse il “tifo” per Monti. Così come riteniamo che molte categorie di imprenditori (quella dei costruttori dell’edilizia ad esempio) abbiano fatto sentire la loro voce a viale dell’Astronomia.

Insomma, la sensazione che si coglie da questo dicembre, dove non si acquistano neppure i panettoni di Natale, è che la gran parte del Paese desideri una svolta rispetto all’austerità imposta dai “tecnici”. È vero che il governo di Mario Monti ha ridato credibilità internazionale al Paese, ma è pure vero che la crescita (di cui si discute ormai a livello internazionale) non solo non si è vista, ma è stata come rimandata a un periodo imprecisabile, collegata a una ripresa della domanda mondiale che nessuno riesce a vedere in tempi brevi. 

Si può dire che la conclusione di questo governo poteva essere più “ordinata”, secondo quando desiderava lo stesso Presidente della Repubblica. Ma ci si scusi se affermiamo che, se è già un errore immaginare un disegno illuministico in generale, è quasi irrealistico, fuori dalla realtà, immaginare un disegno illuministico in un Paese come l’Italia, dove le contraddizioni a qualsiasi livello (istituzionale, politico, economico, sociale) continuano a ripetersi in modo quasi ossessivo e opprimente. 

 



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COMMENTI
09/12/2012 - Out out o uscire dall'euro (Carlo Cerofolini)

Visto che anche l’Fmi ha certificato che l’Ue con una politica di solo rigore non può che andare sempre più in recessione, è chiaro che rimanere ancorati a questa Ue non potremo fare altro che la fine di Portogallo e Grecia e quindi andare in rovina. Ora e considerato che Machiavelli affermava che: “Quando la guerra è inevitabile, il rinvio serve solo agli avversari” e che in uno studio della Banca d’affari Merryll Lynch, fatto a luglio 2012, si legge che all’Italia uscire dall’euro conviene e che a rimetterci sarebbe soprattutto la Germania, che anzi ci dovrebbe pagare per non fare questa mossa, forti di tutto questo, quanto meno, dovremmo deciderci a ricontrattare da posizioni di forza la nostra permanenza nell’euro. Questo, ad esempio, vuol dire smettere di fare dannosi e inutili compiti a casa recessivi, cari a Monti & C. sotto dettatura tedesca, e puntare invece ad abbattere la spesa pubblica e l’(op)pressione fiscale e ottenere che la Bce possa battere moneta, come tutte le banche centrali, per allontanare definitivamente lo spettro della speculazione sull’euro.

 
09/12/2012 - realismo (Andrea Trombetta)

Come si fa in fretta a dimenticare! Se hai un debito pari al 120% di quello che produci in un anno, sei di fatto in mano agli strozzini. In tale situazione, il tema della credibilità (internazionale) è tutto: é il fattore chiave che ti permette di dire "Abbi pietà: ti ripagherò" e di sentirti rispondere: "Va bene: hai ancora credito". Questo è quello che doveva succedere in questi ultimi dodici mesi e questo è successo. Ma i benpensanti fanno i conti sui sondaggi. E allora l'unica cosa che conta é che il PD in un anno di governo Monti é risorto ed ha raggiunto livelli inimmaginabili prima. L'unico motivo dell'opposizione del PdL é fermare questa crescita, per evitare che le prossime elezioni non siano per il PDL solo un disastro, ma siano anche il trionfo del PD

 
09/12/2012 - Assedio (Diego Perna)

Siamo assediati dai mercati e dallo spread, il governo dei tecnici si è sottomesso allo spread e alla finanza internazionale, Goldman Sach, agenzie di rating ecc. Nell' accampamento Italia si vive con quel che rimane , per chi ha ancora qualche risorsa,consumando quanto si è costruito in decenni di lavoro e intelligenza, e alcuni non pagano più tasse e quant' altro per mangiare, aspettando di essere ghigliottinati da Equitalia. Credo sia meglio uscire e combattere contro mercati e spread che aspettare di morire per fame e per sete senza far nulla. Forse potremo perdere una gamba , un braccio, ad esempio un' uscita dall' euro comporterebbe per i primi anni perdite enormi, braccia o gambe, ma si resterebbe comunque vivi e sopratutto liberi, dando un segnale ad altri popoli, potremmo ripartire; morire senza rumore, e non è solo una metafora purtroppo, non è degno di uomini che tali si dicono.. La finanza globale può uccidere un popolo, perchè ragiona con algoritmi , ma i ns ex tecnici, usavano anche la testa, anche se ho sempre molti dubbi su questo ultimo punto. Buona Domenica e Buona fortuna