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Politica

DIMISSIONI MONTI/ Un colpo di coda del Premier?

Monti, con le dimissioni, si “vendica” di Berlusconi. In realtà tutti sanno che il tempo del “governo dei tecnici” si stava esaurendo da almeno un paio di mesi. GIANLUIGI DA ROLD

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto)Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con Mario Monti (InfoPhoto)

Una vecchia regola della Prima repubblica stabiliva che chi provocava le elezioni anticipate, anche solo di poco tempo, alla fine “pagava dazio”. In sostanza chi pensava di guadagnare nelle urne, provocando lo scioglimento delle Camere, alla fine perdeva. L’elettorato, per sua natura, ama la stabilità, non i “ribaltoni”, gli scossoni e neppure le grandi variazioni degli equilibri politici. Ma ci stiamo riferendo a tempi in cui la logica politica esisteva ancora, anche se, nell’immaginario popolare, ormai la Prima repubblica è equiparata a una sentina di tutti vizi della corruzione partitocratica.

Siamo adesso in un contesto economico, finanziario, sociale e politico del tutto differente. Ieri la Cgia di Mestre, l’Associazione Artigiani Piccole Imprese, attraverso il suo segretario, Giuseppe Bortolussi, ha rincarato la dose sulle pressione fiscale attuata dal “governo dei tecnici”: l’introduzione dell’Imu, gli aumenti dell’Iva, delle accise sui carburanti e dell’addizionale Irpef regionale hanno fatto aumentare sensibilmente il peso delle tasse sulle famiglie italiane, con aggravi che quest’anno potranno raggiungere i 726 euro: una vera stangata che, in un momento di profonda crisi economica, rischia di mettere in  ginocchio soprattutto il ceto medio. Lo stesso quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 Ore, qualche giorno fa, non forniva un’immagine “entusiastica” sui dati del Paese dopo un anno di cura Monti all’insegna dell’austerità. 

Quello che è avvenuto in questo fine settimana, culminato alle 21.30 di ieri sera, con la dichiarazione di Mario Monti, dopo il colloquio di due ore con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “Mi dimetto dopo la legge di stabilità. Impossibile proseguire dopo la sfiducia del Pdl”, vuole apparire come un colpo di scena, oppure un “colpo di coda” contro Silvio Berlusconi e il suo ritorno in campo. È probabile che oggi la grande stampa metterà in contrasto il senso dello Stato di Monti e il populismo del Cavaliere, attribuendo così a Berlusconi tutta la responsabilità di portare il Paese alle elezioni. E in questo modo, cercando di seguire la vecchia logica politica della Prima repubblica, ammonendo un’altra volta l’avventurismo del Cavaliere. 

Ma in realtà, tutti sanno che il tempo del “governo dei tecnici” si stava esaurendo da almeno un paio di mesi e la logica politica di questa Seconda repubblica non ha nulla a che fare con il grande sillogismo di Aristotele. Di fatto, gli unici a sostenere apertamente il “governo Monti” sono un imprecisato gruppo di forze centriste, che non riescono a formare ancora adesso un reale e convincente soggetto politico. 


COMMENTI
09/12/2012 - Out out o uscire dall'euro (Carlo Cerofolini)

Visto che anche l’Fmi ha certificato che l’Ue con una politica di solo rigore non può che andare sempre più in recessione, è chiaro che rimanere ancorati a questa Ue non potremo fare altro che la fine di Portogallo e Grecia e quindi andare in rovina. Ora e considerato che Machiavelli affermava che: “Quando la guerra è inevitabile, il rinvio serve solo agli avversari” e che in uno studio della Banca d’affari Merryll Lynch, fatto a luglio 2012, si legge che all’Italia uscire dall’euro conviene e che a rimetterci sarebbe soprattutto la Germania, che anzi ci dovrebbe pagare per non fare questa mossa, forti di tutto questo, quanto meno, dovremmo deciderci a ricontrattare da posizioni di forza la nostra permanenza nell’euro. Questo, ad esempio, vuol dire smettere di fare dannosi e inutili compiti a casa recessivi, cari a Monti & C. sotto dettatura tedesca, e puntare invece ad abbattere la spesa pubblica e l’(op)pressione fiscale e ottenere che la Bce possa battere moneta, come tutte le banche centrali, per allontanare definitivamente lo spettro della speculazione sull’euro.

 
09/12/2012 - realismo (Andrea Trombetta)

Come si fa in fretta a dimenticare! Se hai un debito pari al 120% di quello che produci in un anno, sei di fatto in mano agli strozzini. In tale situazione, il tema della credibilità (internazionale) è tutto: é il fattore chiave che ti permette di dire "Abbi pietà: ti ripagherò" e di sentirti rispondere: "Va bene: hai ancora credito". Questo è quello che doveva succedere in questi ultimi dodici mesi e questo è successo. Ma i benpensanti fanno i conti sui sondaggi. E allora l'unica cosa che conta é che il PD in un anno di governo Monti é risorto ed ha raggiunto livelli inimmaginabili prima. L'unico motivo dell'opposizione del PdL é fermare questa crescita, per evitare che le prossime elezioni non siano per il PDL solo un disastro, ma siano anche il trionfo del PD

 
09/12/2012 - Assedio (Diego Perna)

Siamo assediati dai mercati e dallo spread, il governo dei tecnici si è sottomesso allo spread e alla finanza internazionale, Goldman Sach, agenzie di rating ecc. Nell' accampamento Italia si vive con quel che rimane , per chi ha ancora qualche risorsa,consumando quanto si è costruito in decenni di lavoro e intelligenza, e alcuni non pagano più tasse e quant' altro per mangiare, aspettando di essere ghigliottinati da Equitalia. Credo sia meglio uscire e combattere contro mercati e spread che aspettare di morire per fame e per sete senza far nulla. Forse potremo perdere una gamba , un braccio, ad esempio un' uscita dall' euro comporterebbe per i primi anni perdite enormi, braccia o gambe, ma si resterebbe comunque vivi e sopratutto liberi, dando un segnale ad altri popoli, potremmo ripartire; morire senza rumore, e non è solo una metafora purtroppo, non è degno di uomini che tali si dicono.. La finanza globale può uccidere un popolo, perchè ragiona con algoritmi , ma i ns ex tecnici, usavano anche la testa, anche se ho sempre molti dubbi su questo ultimo punto. Buona Domenica e Buona fortuna