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Politica

SCENARIO/ 1. Maroni, Calderoli e il mostro del videogioco padano

La legge elettorale, il caso Tosi a Verona e i congressi provinciali e nazionali. La Lega nord divisa tra bossiani ortodossi e barbari sognanti maroniani. Il racconto di MARCO ALFIERI

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

La legge elettorale, il caso Tosi a Verona e i congressi provinciali e nazionali. La Lega nord in preda alle convulsioni interne, divisa tra bossiani ortodossi e barbari sognanti maroniani, tenta di ridarsi una bussola in vista del voto di primavera.

Non è facile perché il governo Monti sta ridisegnando l’intero quadro politico, consumando rendite di posizione e vecchie certezze. Una volta a Bossi sarebbe bastato starsene un po’ all’opposizione, rifarsi una verginità, affrontare in solitaria un giro elettorale intermedio come quello amministrativo di primavera e poi, in vista delle politiche, riabbracciare magicamente l’amico Silvio.

Intendiamoci il vecchio leader ci prova, ne va della sua sopravvivenza politica: in questi giorni alterna lazzi e mini aperture verso l’ex premier e il suo Angelino Alfano. L’impressione è che, dipendesse da lui e da Roberto Calderoli, un altro giro di valzer con Silvio lo rifarebbero nel 2013. Il problema è che questa volta la quadra è complicata da mille variabili: una leadership interna contestata e ballerina, una base che non ne vuol sapere di tornare all’ovile con i berlusconiani e la fronda visibile e sempre più baldanzosa di Roberto Maroni che cresce sullo slogan vade retro Berlusconi: “prima va a casa Silvio, poi eventualmente con un Pdl deberlusconizzato ci si può parlare, sempre che possa esistere quel partito senza il fondatore”, ragiona un maroniano di ferro.

Tutti i rigurgiti e le buriane (in Parlamento) degli ultimi giorni passano in fondo da questa strettoia. Vedendo declinare la stella di Bossi, Berlusconi ha preso a battere altre strade, guarda persino a quei “comunisti” del Pd. L’obiettivo è arrivare a una nuova legge elettorale per blindare la tenuta dei due partiti maggiori, e quindi la sua sopravvivenza, tagliando le unghie alle estreme (Lega e Idv) e a un centro sempre più ingombrante e concorrenziale.

Un po’ ci gioca per stanare Bossi un po’ ci crede davvero, Berlusconi. Capisce che una stagione è finita, al pari dei generali padani, consci che un nuova legge rischierebbe di dimezzare la presenza verde in Parlamento.
A sua volta Bossi, per manovrare, ha bisogno di controllare il partito: lasciare tutto com’è senza le preferenze, permetterebbe almeno di fare le liste bloccate nel chiuso di casa sua a Gemonio: spuntare i ribelli e inserire i fedelissimi.


COMMENTI
13/02/2012 - Lega Nord alle corde (attilio sangiani)

Mi sembra che la Lega di Bossi si sia messa da sola nell'angolo,negando la fiducia a Monti. Ciò perchè gli elettori della lega,in gran parte,sono piccoli risparmiatori,grati a Monti per aver salvato i loro risparmi in obbigazioni,titoli di Stato,ecc. I temi soliti alla Lega mi sembrano passati in secondo piano,o superati dalla azione del Governo Monti.