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SCENARIO/ 2. Paragone: il dopo Monti? Un altro Monti...

Dietro la trattativa sulla legge elettorale c’è chi vede le basi per una futura “grande coalizione” e chi il doppio gioco di Berlusconi. GIANLUIGI PARAGONE ha un'altra ipotesi

Mario Monti (Imagoeconomica) Mario Monti (Imagoeconomica)

Dietro la trattativa sulla legge elettorale, rilanciata dal Pdl, c’è chi vede le basi per una futura “grande coalizione” e chi il doppio gioco di Silvio Berlusconi. Secondo Gianluigi Paragone, invece, ciò che sta accadendo va letto alla luce di una premessa fondamentale: siamo all’ultimo miglio della Seconda Repubblica e la crisi d’identità dei partiti è molto più profonda di quella che sembra.
«I protagonisti di questa fase sono attori deboli e invecchiati – spiega a IlSussidiario.net il conduttore de L’Ultima Parola –. Parlo di Berlusconi, Bossi e per alcuni versi Bersani, che in questi anni ha vissuto nel “rovescio” del berlusconismo, ma comunque all’interno dello stesso perimetro. In questi timidi tentativi di riforma infatti non vedo il desiderio di recuperare un rapporto con i cittadini, casomai quello di salvare se stessi. Non sarà però la legge elettorale a ridare smalto ai partiti».

Possiamo ridurre tutto a una battaglia di conservazione?

In qualche modo sì, anche se anche il termine “battaglia” è una parola stanca. Quel tempo è finito, oggi le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori vogliono sapere quali sono le reali condizioni del Paese. Non sono interessati alle lotte di bottega.
Vedo però un rischio.

Quale?

Che gli italiani rimangano schiacciati da due scenari. Da un lato una politica che per forza di cose è consunta, dall’altro l’esecutivo di Mario Monti che si appoggia alla debolezza del Parlamento, ma apre il compasso ai suoi veri interlocutori: la Bce, il Fondo monetario, i contesti finanziari. Questa è la vera “maggioranza” di Monti, mentre il programma è già tutto scritto nella famosa lettera della Banca centrale europea.

All’interno dei partiti lei non vede nemmeno dei piccoli segnali di rinnovamento?

Nella Lega Nord abbiamo visto un ex numero due diventare numero uno, Roberto Maroni. Oggi, non c’è dubbio, ha la forza e la credibilità per fare il capo del partito. Può guidare una Lega che sta cambiando pelle, che riparte dai sindaci e che può avere toni nuovi. Maroni, infatti, è l’unico dei leghisti ad aver avuto un’esperienza ministeriale di tutto rispetto. Ha una grammatica da uomo delle istituzioni e, sotto di sé, una rete di personalità come Tosi, Giordano e Fontana, che non si è consumata nel berlusconismo.

Dovrà però decidere dove andare.


COMMENTI
10/02/2012 - Dopo Monti? Un altro Monti è il benvenuto! (Silvano Rucci)

Mario Monti è stato negli Usa per incontrare Obama. L'incontro è stato fondamentale per la situazione dell'eurozona e dell'euro. I Paesi dell’Unione Europea sono in crisi, ma il lavoro degli europei, potenziato dalle risorse di ciascun Paese e dalle Finanze rigorose di Monti, finalizzate alla ripresa, può portare alla soluzione di questa crisi! L’Inghilterra dovrebbe abbandonare la Sterlina ed unirsi all’Europa! La Germania non dovrebbe uscire dall’Euro! Noi, da esemplari cittadini europei, dovremmo essere uniti nel promulgare regole uguali per tutti che generino comportamenti comuni! Occorre che nell’immediato futuro prevalga il buon senso e si formi finalmente una sola Politica, una sola Banca, una sola Moneta! Questo è quanto dobbiamo augurarci e Monti penso che cercherà ragionevolmente di ottenerlo!

 
10/02/2012 - Male..... (Davide Paparo)

Articolo condivisibile, salvo che lo scenario politico va approfondito. Certo è che il Popolo non voterà la fetecchia precedente sia come legge elettorale che come eletti. Questa classe politica va cancellata, altra cosa importante è che se non si dimezza il numero dei parlamentari e dei consiglieri e se non riduce del 50% lo stipendio e il vitalizio in aggiunta ad alla presentazione di un cv e di un secondo lavoro per in candidato, NON SI VA DA NESSUNA PARTE!