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Politica

IL PALAZZO/ Bersani e la "maledizione Pisapia" un anno dopo

Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)Pier Luigi Bersani (Imagoeconomica)

Non lo so. C'è una sinistra tradizionalmente contro, quella di Fausto Bertinotti, ad esempio, che ha una sua identità. Ma qui sta prevalendo un asse vedoliano-dipietrista, che alla fine metterà in grave crisi lo stesso Pd. Quindi l'evoluzione della politica italiana, anche a livello di schieramenti, è difficile da prevedere.

Se si andasse alle elezioni politiche con il centrodestra e uno schieramento opposto sbilanciato a sinistra, alla fine salterebbe di nuovo fuori Berlusconi o comunque il centrodestra?

Può anche darsi. Com'è possibile che vinca la sinistra e dopo un anno di governo vada regolarmente a casa. Non so quale sarebbe la situazione migliore, non so proprio che cosa ci si possa augurare in questa situazione tra risse e continue contrapposizioni. Una situazione ormai marcita.

Ma è possibile che la sinistra, in una situazione di disagio come quella di oggi, non riesca a intreccettare istanze sociali e a costruire un partito che le sappia tradurre in azione politica? La storia della sinistra italiana non è tutta da buttare.

Il presidente Giorgio Napolitano qualche mese fa ha fatto un accenno esplicito alla sinistra, perché diventi adulta. Ma i protagonisti della politica italiana, valutati solo dal punto di vista politico, non sembrano più personaggi in grado di svolgere un ruolo significativo.
Il Pd, bisogna pure arrendersi a riconoscerlo, non è più un partito. C'è un responsabile economico come Stefano Fassina. Con tutto il rispetto, ma quella responsabilità nel vecchio Pci la coprivano personaggi come Giorgio Napolitano o come Alfredo Reichlin...

Lei prevede un grande rimescolamento di carte dopo questo periodo di grande confusione?

Al momento mi sembra azzardato fare delle ipotesi. Ma credo che un grande centro allargato, magari con il socialisti del Pdl e i riformisti del Pd, alla fine potrebbe essere la strada più percorribile. Alla fine si ritornerebbe al vecchio centrosinistra. Niente di esaltante, certo, ma almeno con una certa logica...

(Gianluigi Da Rold)

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