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Politica

ALBERTO TEDESCO/ Senato, la Giunta per l’Immunità vota contro il suo arresto

Il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della giunta pugliese, è salvo. La giunta per l’immunità di Palazzo Madama ha respinto la nuova richiesta di custodia cautelare

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Il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della giunta pugliese guidata da Nichi Vendola, è salvo. Per la seconda volta. La giunta per l’immunità di Palazzo Madama ha, infatti, respinto la nuova richiesta di custodia cautelare per il parlamentare ex Pd ora militante tra le fila del gruppo Misto. Tedesco venne indagato nel febbraio del 2009, dai Pm della procura antimafia di Bari, per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere e corruzione. In seguito decise di dimettersi dalla carica di assessore, mentre il 20 luglio del 2011 il Senato negò l’autorizzazione a procedere con il suo arresto, con 151 voti favorevoli al salvataggio, 127 contri e 11 astenuti. Dopo aver rassegnato le dimissioni dal partito guidato da Pierluigi Bersani, il tribunale del Riesame, riconoscendo il reato di associazione a delinquere a suo carico, chiese per una seconda volta di dare a Tedesco gli arresti domiciliari. Ma la Giunta, oggi, ha rispedito la proposta al mittente, con 12 “sì” e 7 “no”. A determinare l’esito della votazione, l’asse Pdl- Lega, in un remake dell’antica maggioranza di governo, mentre hanno votato affinché venisse arrestato il Pd e l’Idv. Le ragioni del voto sono consistite nell’adeguamento alla dottrina precedentemente espressa. In sostanza, siccome già in passato il parere dell’Aula è stato negativo rispetto all’ipotesi di arresto, si è deciso, in maggioranza, di conformarsi al volere espresso precedentemente. La Giunta ha altresì stabilito che il caso Tedesco non debba approdare nuovamente in Senato per un nuovo esame dell’Aula. Questa volta, la decisione, è passato con un solo voto di scarto, 10 a 9. Marco Follini, presidente della Giunta, ha fatto sapere che è intenzionato a scrivere al presidente del Senato Renato Schifani per chiedere chiarimenti sul regolare svolgimento della votazione e se, in particolare, l’interpretazione del regolamento possa dirsi corretta. Dura la reazione del senatore dell’Idv, Luigi Li Gotti, che ha spiegato come nella prima ipotesi di arresto il reato contestato fosse quello di corruzione, mentre il gip di Bari «aveva respinto l'ipotesi del pm di associazione a delinquere. Il tribunale del riesame di Bari ha però dato ragione al pm, consentendo una nuova richiesta d'arresto, sulla quale però la giunta ha dichiarato di non dover proseguire, perché il caso era già stato trattato. Cosa non vera: il senatore è lo stesso, ma il reato è diverso».