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BERLUSCONI/ L’articolo 18 non é un tabù. E il Pdl sarà leale con Monti

Berlusconi si è detto convinto che dell’articolo 18 si debba poter discutere senza considerarlo un tabù. Poi, ha spiegato che alle prossime elezioni non si ricandiderà a Palazzo Chigi

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Non è la prima volta che l’ex presidente del Consiglio, negli ultimi tempi, si concede alla stampa straniera. Si mormora che, così facendo, tenti di riacquistare quella credibilità internazionale che, al termine della legislatura in corso, in concomitanza con la scadenza del setennato di Napolitano, gli potrebbe garantire l’accesso al Quirinale. Questa volta si è fatto intervistare dall’agenzia di stampa spagnola Efe. Ed è intervenuto, anzitutto, sul dibattito in corso relativo alla riforma del mercato del Lavoro. Giusto ieri il ministro del Welfare Elsa Fornero, parlando di fronte ai suoi omologhi europei a Burxelles,  aveva illustrato le linee guida dei prossimi provvedimenti, spiegando che, tra le priorità vi è il riordino dei contratti. Il che include il superamento o l’abolizione dell’articolo 18. Berlusconi si è detto convinto che della materia si debba poter discutere senza considerarla un tabù. Poi, ha ricordato che anche la compagine guidata da lui, ai tempi, tentò di modificarlo ma, con i sindacati, fu «lotta furibonda».  Ora, tuttavia, secondo Berlusconi Monti si trova nelle condizioni ideali per poter mettere a punto quelle riforme che i svariati governi di centrodestra non hanno mai potuto varare – sempre secondo Berlusconi – per la riluttanza degli ex alleati.

Del resto, si tratta – ha aggiunto – di modifiche essenziali per rilanciare lo sviluppo e la competitività, oltre che per calamitare gli investimenti internazionali. Il tal senso, ha promesso che impegnerà il Pdl nel garantire al premier sostegno e fedeltà. Sul suo futuro personale, ha fatto sapere alle elezioni dl 2013 si ricandiderà. Ma solamente in Parlamento. Rimarrà dunque fuori dai giochi, non correndo, questa volta, per Palazzo Chigi. «Il Pdl ha eletto all'unanimità come segretario un giovane bravissimo, Angelino Alfano, che ha 35 anni meno di me. Tutta la mia generazione deve fare un passo indietro e lasciare spazio ai più giovani», ha spiegato, intestandosi un ruolo da padre fondatore. Darà, inoltre - ha continuato – il suo appoggio al Pdl nel corso della Campagna elettorale.