BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Il costituzionalista: ecco l'intesa Pd, Pdl e Udc che libera l'Italia da Mani pulite

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Un problema è senza dubbio la mancanza di una compiuta riforma del Parlamento sulla costruzione di una Camera di rappresentanza delle Regioni e delle Autonomie, il cosiddetto Senato Federale. Affinché questo avvenga occorre che le rappresentanze regionali siano effettivamente costitutive di questa Camera, possibilmente insieme alle rappresentanze degli enti locali.

Parliamo invece di riforma elettorale

Secondo quanto hanno dichiarato i tre segretari Alfano, Bersani e Casini, le riforme costituzionali saranno completate certamente  dalla riforma della legge elettorale, anche se in realtà quest’ultima è una legge ordinaria. Senza dubbio c’è una convergenza per la quale oggi le tre forze politiche, anche se per ragioni diverse, hanno interesse a modificare la legge elettorale.

Cos’è che non va dell’attuale Porcellum?

Il Porcellum si basa sul concetto di coalizione e sul premio di maggioranza legato alle coalizioni, che le obbligherebbe quindi a stare insieme ad altri partner. Il fatto è che le alleanze storiche, in particolare di Pd e Pdl, sono entrate in crisi: se quella Pdl-Lega è molto problematica, lo è ancora di più quella Pd-Sel, mentre il Terzo Polo, che è in condizione di captare un certo consenso, a sua volta sarebbe in difficoltà se si alleasse sia con il Pdl che con il Pd.

A quale sistema si arriverà secondo lei?

Ultimamente si parla del sistema tedesco, cioè un proporzionale con clausola di sbarramento, che non è il vero sistema elettorale tedesco. Sembra poi che Casini in particolare stia insistendo sulla questione del voto di preferenza come elemento di scelta da parte del cittadino del proprio parlamentare. Il problema è che il voto di preferenza in realtà non lo vuole nessuno, perché i partiti attuali non hanno più la rete territoriale per raccogliere questo tipo di voti. Di conseguenza questa scelta potrebbe mettere in crisi il sistema dei partiti e essere la palese dimostrazione di una mancanza di una vera e propria aderenza popolare. Altri, come D’Alema, auspicano un ritorno non tanto del Mattarellum, con i collegi uninominali a turno secco e una quota di proporzionale fissa, quanto il modello francese, con un doppio turno che oggettivamente favorirebbe i partiti maggiori, penalizzando quelli minori.

 

(Claudio Perlini)

© Riproduzione Riservata.