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MANI PULITE/ Dopo la "pulizia etica" ecco a voi l'Italia che porta i libri in tribunale

Pubblicazione:domenica 19 febbraio 2012

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Secondo “Transparecy International”, l'Italia ha fatto passi da gigante nella corruzione: siamo al 67° posto. In Europa fanno peggio dell'Italia solo Romania, Bulgaria e Grecia. A livello mondiale talloniamo a fatica il Ruanda. In compenso, con la “rivoluzione di velluto” e la spinta liberista alle privatizzazioni, l'Italia non cresce più dal 1995, dopo aver perso anche diversi asset economici strategici. E nessuno, che sta “sempre sul pero”, riesce a darsi una spiegazione del perché sia ormai diffusa non la sensazione, ma la convinzione che non esista più la politica e una classe politica degna di questo nome. Come mai è accaduto tutto questo? Se Tangentopoli fosse stato un investimento speculativo, visti i risultati, persino un finanziere come George Soros (premiato a Bologna il 30 ottobre 1995 con una laurea honoris causa, accompagnato da Romano Prodi) andrebbe fuori dai gangheri. Per non parlare del citatissimo Warren Buffet, quello che specula come un “maestro” da cui imparare e ha partecipazioni nelle agenzie di rating che sconvolgono ogni giorno l'andamento dei mercati finanziari. Insomma, un bilancio da fallimento, un investimento per un'azienda che dovrebbe portare i libri in tribunale.

Ma dimenticavamo che qui si tratta di un investimento etico. E sull'etica non si scherza, di questi tempi. E' stato etico evidentemente il suicidio di Sergio Moroni, di Raoul Gardini, di Gabriele Cagliari. Etici anche gli arresti di manager come Lorenzo Necci, Franco Nobili, Vito Gamberale, che poi sono stati assolti. Solo alcune citazioni in una mare di “presunta illegalità”. Etico che si sia trasmesso in televisione il processo (ormai un cult) sulla maxi-tangente Enimont (circa 100 miliardi di lire) e si sia preso atto della liquidazione, in seguito a dimissioni largamente “desiderate”, del banchiere Alessandro Profumo: 40 milioni di euro, più due dati in beneficenza. Totale, 84 miliardi di vecchie lire italiane.

Forse, in una fase storica più tranquilla, si riuscirà a ricostruire meglio quello che è accaduto in quegli anni, non solo attraverso i “gadget” del Corriere della Sera. Si capirà l'incapacità generale di comprendere quello che è avvenuto nel 1989, quando il mondo bipolare è mutato radicalmente nei suoi connotati geostrategici e di rapporti politici.


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COMMENTI
19/02/2012 - Un articolo troppo lungo (Giuseppe Crippa)

Dopo la lettura di questo lungo articolo constato soltanto che Da Rold ha perso un'occasione per ricordare persone (Moroni, Gardini, Cagliari, Craxi) che hanno reagito nel modo peggiore possibile alle conseguenze di azioni per le quali non avevano (o avevano perso) coscienza dell'intrinseca disonestà. Sono fuggiti tutti e quattro dalle loro responsabilità, ma solo uno di essi cercando di coinvolgere altri.