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MANI PULITE/ Dopo la "pulizia etica" ecco a voi l'Italia che porta i libri in tribunale

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Non lo comprese la vecchia classe politica italiana, ma di certo non l'hanno compresa i successori e i presunti “rivoluzionari” al velluto. Non siamo mai riusciti a comprendere perché nessuno diede una risposta convincente a tre discorsi, tre perentori inviti fatti da Bettino Craxi in Parlamento: «I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi e piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro». Non si alzò mai nessuno. Chissà se si sarebbe alzato l'ex tesoriere della “Margherita”, Luigi Lusi, facendo vedere il conto corrente alleggerito di 13 milioni di euro? No, perché è un senatore. Intanto però, il discorso di Craxi fu usato dai magistrati di “mani pulite” come capo di accusa. Un capolavoro di sapienza al contrario.



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COMMENTI
19/02/2012 - Un articolo troppo lungo (Giuseppe Crippa)

Dopo la lettura di questo lungo articolo constato soltanto che Da Rold ha perso un'occasione per ricordare persone (Moroni, Gardini, Cagliari, Craxi) che hanno reagito nel modo peggiore possibile alle conseguenze di azioni per le quali non avevano (o avevano perso) coscienza dell'intrinseca disonestà. Sono fuggiti tutti e quattro dalle loro responsabilità, ma solo uno di essi cercando di coinvolgere altri.