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SCENARIO/ Violante: col Pdl c'è l'accordo sulla nuova legge elettorale

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Vi è a mio avviso, un consenso generale sulla necessità di non reintrodurre il voto di preferenza, in quanto rappresenterebbe un fattore corruttivo, in grado di far lievitare fortemente i costi della campagna elettorale. Si tratta, a questo punto, di valutare, tra i sistemi in circolazione, quale sia il più adatto al nostro ordinamento e alle nostre tradizioni.

In molti sostengono che se i partiti non approveranno una riforma entro fine legislatura, saranno fagocitati dall’antipolitica. E così?

Certamente. Nei termini di un’enorme disaffezione da parte dei cittadini. Chi, infatti, si opponesse al cambiamento, contribuirebbe alla conservazione, nei gruppi di comando dei partiti, del potere di scegliere i Parlamentari, privando i cittadini di tale diritto.

Crede che la Bozza Ceccanti potrebbe rappresentare la base di partenza per una riforma condivisa?

Di sicuro piace a Pd e Pdl, perché li favorisce. Ma, contestualmente, è avversata da tutti gli altri.

E la sua proposta?

A parole, sulla mia bozza, si dicono praticamente tutti d’accordo. Non son sicuro che, nei fatti, tutti i punti presenti in essa siano praticabili.

Quali, invece, lo sono?

Il taglio dei Parlamentari, il superamento  del bicameralismo perfetto, l’attribuzione di diversi poteri al premier e la sfiducia costruttiva.

(Paolo Nessi)



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