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SCENARIO/ Violante: col Pdl c'è l'accordo sulla nuova legge elettorale

Pubblicazione:giovedì 2 febbraio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Deposte le armi e ceduto il disbrigo delle emergenze al governo Monti, i partiti hanno un sacco di tempo a loro disposizione. Grazie al commissariamento, godono, paradossalmente, di più ampi margini d’azione. I leader, per lo meno quelli delle formazioni che sostengono l’esecutivo, possono incontrarsi alla luce del sole. Alcuni fattori vitali per il nostro sistema richiedono ben più della semplice maggioranza parlamentare. Come la riforma delle legge elettorale. Al di là dei distinguo d’ordinanza in situazioni pubbliche, la stanno mettendo a punto. Abbiamo chiesto a Luciano Violante a che punto sono.

Le risulta che sia in corso una tale trattativa?

Per il momento, non si può ancora parlare di trattative vere e proprie. Si tratta di incontri e scambi di opinioni che, effettivamente, stanno avendo luogo tra tutti i partiti.

Si dice che Pd e Pdl stiano tentando di "far fuori" l’Udc.

No, assolutamente. Chi sarà escluso lo sarà in virtù, eventualmente, della decisione di autoescludersi.

Quali sono gli elementi a cui i singoli partiti non rinunceranno?

Se la questione fosse impostata in questi termini, ovvero, se ciascuno partito dovesse esprimere un veto, difficilmente si giungerebbe a un accordo. Occorre, anzitutto, ribaltare il metodo. La base di partenza per un intesa è che ognuno rinunci a qualcosa.

E, in tal senso, a che punto siamo?

Il Pdl ha rinunciato a porre una pregiudiziale per mantenere la coalizione di maggioranza. Noi abbiamo un’opzione per il collegio uninominale a doppio turno, cui siamo particolarmente “affezionati”, ma sulla quale non abbiamo posto una pregiudiziale negativa. Tutto ciò ha sbloccato la situazione.

Quale sistema potrebbe essere condiviso dai principali partiti?

Attenzione: non si può pensare che i principali partiti proseguano nella stesura della riforma senza l’apporto di tutti gli altri. La legge elettorale riguarda il sistema politico nel suo complesso, e non le singole formazioni, piccole o grandi che siano. Per cui, gli incontri in corso, hanno lo scopo di individuare una soluzione che ottenga l’unanimità dei consensi o che, quantomeno, sia il più largamente condivisa.

Quali sono i punti maggiormente condivisi?


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