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DOVE VA IL PD/ Caldarola: una guerra tra "montiani" e giovani per colpa di Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 20 febbraio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 20 febbraio 2012, 19.30

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Stiamo cioè tornando all'ipotesi del partito liberale di massa e all'ipotesi del partito socialdemocratico di massa.

C'è chi dice che Bersani teme la concorrenza di Sinistra e libertà.

Questo è abbastanza vero nel senso che Bersani ha capito che in questa stagione il rischio vero che lui corre è quello di perdere contatto con un'area di sinistra dell'elettorato che non condivide le cose che fa Monti. Di fatto lui vuole tenere agganciata quest'area per impedire che svolti verso Ventola, Di Pietro e altri ancora.

Al centro delle critiche giunte a Veltroni c'è anche la sua posizione sull'articolo 18, favorevole all'abolizione.

Secondo me l'articolo 18 è un po' una di quelle classiche battaglie di bandiera nel senso che nell'economia generale del Paese che ci sia o meno non significa poi molto. Dal punto di vista della battaglia di bandiera ha un grande significato per alcuni e cioè quello di immaginare un sistema di rapporti sindacali più libero per la parte imprenditoriale mentre per gli altri invece un sistema di relazioni sindacali in cui ci siano dei controlli da parte del sindacato. Stiamo parlando più che di uno scontro sul merito di uno scontro tra visioni del potere.

Dunque che prospettive concrete ci sono per il Partito democratico?

Personalmente sono convinto che Monti toccherà l'articolo 18. Farà esattamente come con la riforma previdenziale cioè ascolterà e poi deciderà di testa sua. A quel punto per il Pd nascerà un problema molto serio, per cui dovrà decidere se stare con il sindacato e dare battaglia al governo oppure fare buon viso a cattivo gioco. Fra un mese un mese e mezzo ne vedremo delle belle.



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