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SCENARIO/ 2. Lamberto Dini: i miei primi 100 giorni e quelli di Mario

Lamberto Dini (Foto: Infophoto) Lamberto Dini (Foto: Infophoto)

Credo che si stia via via delineando una nuova tendenza. Ho l’impressione che anche la Germania inizi a comprendere che la risoluzione della crisi dei debiti sovrani è importante, ma che lo è altrettanto dare ossigeno all’economia perché possa riprendersi. Non è escluso che la Merkel si convinca, ad esempio, della necessità degli Eurobond, che consentirebbero alla Banca Centrale europea di fungere da stimolo alle banche alla imprese.

Ora anche il Regno Unito, con la lettera scritta assieme al premier Monti e ad altri dieci leader europei, è rientrato nel dibattito europeista; e si è speso in favore della crescita e dell’apertura del mercato.

Beh, per la Gran Bretagna, in realtà, in ambito europeo non ha senso parlare d’altro rispetto al mercato unico. È l’unica cosa che le piace di tutta l’Europa. È ostile alla costruzione di un’Unione politica quanto a una maggiore integrazione; ma da sempre tiene al corretto funzionamento del mercato e al rafforzamento delle regole che ne possano rafforzare la competitività.

Cosa dovrebbe fare, secondo lei, una volta conclusa l’esperienza tecnica Mario Monti, tirato per la giacca da entrambi gli schieramenti come proprio futuro candidato a Palazzo Chigi?

Anche a me accadde all’inizio del ’96, è normale. Credo che spetterà a lui decidere se far parte della politica attiva, se fare il senatore a vita o tornare a dedicarsi all’attività universitaria.

(Paolo Nessi)

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