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NAPOLITANO/ Milleproroghe e pastrocchi: il prof. Monti "inciampa" sui suoi tecnicismi

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Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto)  Giorgio Napolitano (Foto: Infophoto)

1. Senza dubbio il prof. Monti è uomo che gode di ampia fiducia (dell’Europa, dei mercati, di tutti o quasi i partiti) ma basta un suo comunicato stampa per fare “fede”? Chi non ha pagato entro quel termine non dovrebbe essere oggettivamente “fuori” della previsione di legge? Come fa ad assicurare che certi comportamenti “non configureranno violazione in materia di versamenti”?
2. Soprattutto, occorreva aspettare il giorno  prima per accorgersi che mancavano le disposizioni attuative? C’era il decreto-legge milleproroghe, approvato a dicembre, e, in ogni caso il Governo Monti viaggia alla media di più di un decreto-legge al mese; non si poteva, dunque, trovare per tempo un atto adeguato per inserire un differimento?
3. Ma, attenzione, è proprio di ieri una lettera di fuoco del Presidente Napolitano inviata alle Camere in cui il Capo dello Stato, riprendendo una recente sentenza della Corte costituzionale, ribadisce che il Parlamento non può più aggiungere in sede di conversione di un decreto-legge qualsivoglia emendamento, considerandolo come un treno in corsa al quale può attaccare tutti i “vagoni” che vuole. Quindi, prendere il “primo provvedimento utile”, per attaccarci una sanatoria dell’imposta straordinaria potrebbe diventare non così semplice per il Governo.

Si dirà: il caos normativo italiano è tale che un “differimento retroattivo più sanatoria” (questo, tecnicamente, è quello che accadrà) non meraviglierà nessuno. Certo. Però, non conforta sapere che un governo di “tecnici” riproduca i guai peggiori del “malgoverno” politico.



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