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PROCESSO MILLS/ Quella sentenza "all'italiana" che decide il futuro del Pdl

La sentenza Mills certifica lo stallo di un’epoca, l’assedio che non ha mai espugnato Arcore, la battaglia senza vincitori e vinti che si chiude "all'italiana". L'analisi di STEFANO ZURLO

Immagine d'archivio (Imagoeconomica) Immagine d'archivio (Imagoeconomica)

Eccola. È la sentenza che certifica lo stallo di un’epoca, l’assedio che non ha mai espugnato Arcore, la battaglia senza vincitori e vinti. Il processo Mills finisce con un verdetto double face, comodamente all’italiana: Berlusconi non è innocente, ma non si riesce a dichiararlo colpevole. Come, a suo tempo, Andreotti la cui vita, in mancanza di meglio, fu spaccata dai giudici in due come una mela: organico alla vecchia Cosa nostra (fino al 1980, con prescrizione), e nemico numero uno della mafia dopo quella data (con relativa assoluzione). Alchimie italiane. Conseguenza di un ventennio avvelenato, cominciato col peccato originale di Antonio Di Pietro che nell’ormai lontano 1994 disse al capo del Pool Francesco Saverio Borrelli, riferendosi al Cavaliere: «Io a quello lo sfascio». Elegante esordio di una guerra infinita che peraltro Di Pietro non combattè perchè si tolse la toga giusto prima dell’interrogatorio per iniziare una seconda vita, in competizione con Berlusconi.

Oggi  si può leggere quella sentenza in molti modi, persino come una variante esistenziale di un celebre racconto di Conrad, in cui i duellanti vanno avanti per tutta la vita a incrociare le spade. Ma qualche riflessione in più è possibile. Comunque si giudichi questa epopea controversa, si deve constatare che nemmeno uno dei venticinque procedimenti (in realtà il conto esatto non ce l’ha più nessuno) aperti contro il Cavaliere è arrivato fino alla condanna. Nemmeno uno. Assoluzioni, assoluzioni con la formula dubitativa, depenalizzazioni all’ultimo minuto, leggi ad personam, condoni, tutto e il contrario di tutto, il dato alla fine resta: non c’è una condanna che sia una nel libro nero del Cavaliere. Anche questa volta è andata così, con l’aiutino della prescrizione: la procura ha tentato in tutti i modi, sostenendo tesi paradossali, quasi surreali, di rianimare il cadavere del processo, ma alla fine ha dovuto arrendersi. Era morto da un pezzo. Ora verrà seppellito con doppio funerale separato: un ricorso per la procura, un altro per i legali dell’ex premier.

Per Berlusconi, invece, la data dell’uscita di scena si allontana. Sia chiaro: il capo del governo non è più lui e sul trono non tornerà più. Però, in certo qual modo e contro tutte le previsioni, il Cavaliere sta acciuffando per la coda l’erede che nessuno si aspettava. Sarà un azzardo affermarlo, ma in qualche modo Monti e il montismo cominciano  a configurarsi come i continuatori del berlusconismo.
Anzi, Monti sta portando a casa alcune delle riforme che il Cavaliere aveva promesso e la sua maggioranza aveva decapitato lungo la strada. Ora quella strada, che sembrava sbarrata, è stata riaperta in cento giorni dal professore con il loden.

Pensioni. Presto, si spera, mercato del lavoro. Liberalizzazioni Fisco. Chissà, a breve l’infiammatissima giustizia. Il Berlusconi che non è stato abbattuto dagli avvisi d garanzia è stato condannato dal non aver fatto Berlusconi fino in fondo. Dal non aver portato a termine quelle riforme annunciate, riannunciate e non varate. Ora, si fa sul serio.


COMMENTI
27/02/2012 - BERLUSCONI PARLA.... continuazione e fine (spadon gino)

Il 22 dicembre 2011 finalmente un piccolo lucore. Il David Mills, rinsavito per non so qual grazia celeste, dichiarò nella fuliginosa Londra, che astretto dal britannico fisco aveva inventato tutto e nel pentirsi amaramente della menzogna, calde scuse mi porse, mentre io, che non conosco risentimento, di lontano benedivo Sabato, or sono appena due giorni, la gran luce! E dappertutto s’intonarono gli osanna, mentre io, che mai m’ero dipartito dal riserbo, accennavo a umbratile sorriso. Di subito, ahimè, smorzato quando il Ghedini, venuto ad onorarmi, mi disse, con emaciato viso, queste parole: “Rallegrati Cavaliere, questo è ciò che ti dona la “mezza giustizia” di cui fai gran lamento, poiché se giustizia intera avessi avuto chissà quant’anni a pane ed acqua avresti pranzato nelle patrie galere”. (Gino Spadon)

 
27/02/2012 - Berlusconi parla.... cont. (spadon gino)

Nell’ottobre del 2007 (o qual rossore!) comparvi assieme al Mills (spregiato compagno) davanti ai giudici di Milano e, simile al conte della Gherardesca, impetrai quando il Ghedini (volto degno di Fidia) mi fece presente, con sua voce di velluto, che ben quattr’anni rischiavo e forse dodici di dura prigione. Nel 2008, chiamato a gran voce a dirigere il mio caro Paese, quel zuzzurellone dell’Alfano mi combinò uno scherzo come usan fare i preti nei lor seminari. Tenendo in non cale le mie proteste e i miei dinieghi ei fece approvare (ah, il malandrino!) una legge che mi accordava l’immunità fino alla fine del mio mandato. Per fortuna il 7 ottobre 2009, la Corte Costituzionale, sensibile alla mia fede in una legge a tutti uguale, dichiarò anticostituzionale tale scelleratezza. Il mio processo (ahi, com’è stato duro questo “chemin de croix” – perdonatemi la sorbonnade) riprese il 27 novembre dello stesso anno mentre, ancor per quel senso di giustizia che illustra la mia vita, m’ero battuto come leone contro quei compagni di partito che (generosi, ma improvvidi) volevano approvar legge ignominiosa per accorciar processi. Mi tolse dagli affanni questa volta il buon Giorgio, e gli fui grato.

 
27/02/2012 - La Giustizia (FabioMassimo Addarii)

Il governo Monti potrà dire di avere veramente salvato l'Italia solo se riuscirà nella titanica impresa di riformare la magistratura italiana riportandola nell'alveo dei compiti assegnati a tale corpo dello stato dalla costituzione. Basterebbe solo abrogare tutte quelle norme demenziali e di casta che prevedono le carriere automatiche, l'aumento degli stipendi slegato dal grado, dal valore e dal rendimento e, soprattutto, riportando i "magistrati" , (che sono Giudici solo quando entrano in camera di consiglio e solo allora sono soggetti solamente alle legge), nel corretto rapporto di dipendenza gerarchica dai colleghi responsabili dei vari uffici. L'indipendenza del Giudice (non del magistrato, ribadisco)esiste solo nel momento in cui deve decidere una causa (civile o penale che sia) non negli automatismi che sottraggono al giudizio dei superiori i giovani e i politicizzati. Questo permetterebbe anche di controllare, come era sino a 30 anni fa circa, il lavoro svolto senza sentirsi continuamente dire che sono soffocati dai ruoli troppo pesanti: non capiscono che se la giusizia è rapida le cause iniziate si ridurrebbero enormemente? Come mai un Giudice tributario che nella vita fa un'altro lavoro è riuscito in poco più di due mesi a fare una sentenza dovendo esaminare un fascicolo i cui documenti da terra erano alti 103 cm., facendo una sentenza di 19 pagine mentre i magistrati che sono pagati per questo lavoro sciolgono riserve solo dopo mesi e mesi?

 
27/02/2012 - Berlusconi parla dal balcone di Villa Certosa (spadon gino)

Mi rivolgo a voi indefettibili pididielloti, ha gridato Berlusconi dal Balcone di Villa Certosa, e a voi cittadini onesti per ringraziarvi del plauso e dell’affetto e per spartire insieme a voi il ricordo del mio lungo martirio. Or son tant’anni (era il maggio del 2005) i procuratori Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, (chissà quale gheenna li attende!) mi accusarono di aver versato, 600 000 dollari all'esperto di pandette. l'albionico David Mills. E ciò in cambio di false testimonianze e della distruzione di documenti, allorché, nel 1997 e 1998, costui venne ascoltato come testimone nel processo contro il gruppo Fininvest che è sangue del mio sangue. Da allora, cominciò il mio triste calvario. Il 10 marzo 2006, il tribunale di Milano, volle istruire un processo contro di me per corruzione in atti giudiziari, falso in bilancio e frode fiscale. Fu naturalmente un’infamia, ma io mi tacqui e attesi l’ora del riscatto. Il 30 ottobre 2006, il giudice delle udienze preliminari Fabio Paparella, (che Dio lo ripaghi con “meritata” mercede) mi rinviò a giudizio per “corruzione in materia di atti giudiziari”. Soffrii, ma il lacerato spirto ancora non diede in anatemi contro sì indegna montatura. ... à suivre....

 
27/02/2012 - Finalmente ce ne stiamo accorgendo? (Giuseppe Crippa)

Concordo con la tesi di Zurlo: questo governo è un governo di centro che in questo momento guarda a destra sia perché ne condivide i valori che perché siamo in una situazione economica che le ricette della sinistra non saprebbero neppur lontanamente curare, e mi fa piacere che lo stesso Berlusconi l’abbia capito, molto prima dei suoi parlamentari pidiellini (e di certa stampa, anche on line) che mostrano di non essersene ancora accorti, o forse di notarlo proprio adesso…